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Francesca avrebbe compiuto poche ore dopo ventisei anni. Molto carina. Abbastanza fighetta, ma non nel senso peggiore del termine. Sola dopo un bel po' di tempo. Quindi non in un bellissimo periodo. Dimenticavo. Francesca non aveva mai neanche sentito nominare i Wombats prima di ieri sera. Così, quando sono entrato con lei al MusicDrome per il concerto del trio di Liverpool, diciamo che i presupposti non erano i migliori possibili. Poi, il posto pieno, un paio di birre, un più che onesto set di apertura dei Merci Miss Monroe, qualche risata guardando le schermaglie e gli atteggiamenti dei molti liceali in libera uscita, un po' l’umore è migliorato. Certo, però, neanche nella migliore ipotesi avrei potuto immaginare che sarebbe finita tutta sudata a ballare in mezzo alla gente senza più mezzo pensiero nella testa. E se è andata così, è stato tutto merito dei Wombats. E segno inequivocabile di un concerto riuscito.
Già dall’iniziale, coinvolgente, coretto a tre voci e senza strumenti di “Tales Of Girls, Boys And Marsupials” si è capito che questi ragazzi hanno lo spirito giusto e qualche buona idea. Impressione assolutamente confermata dalle successive “Kill The Director” e “Lost In The Post”, dalle acclamatissime ed energetiche “Moving To New York” e “Let’s Dance To Joy Division”, dalla conclusiva e strascicata “Backfire At The Disco” ma anche dalla più lenta e particolare “Little Miss Pipedream”. Tutti pezzi che, anche nell’album d’esordio “A Guide To Love, Loss And Desperation”, avevano suscitato critiche più che positive, con le intro spesso affidate a tutti gli strumenti, le strofe lasciate alla voce di Matthew Murphy, al basso ed alla batteria, ed i coinvolgenti ritornelli con di nuovo la chitarra in primo piano e gli immediati ed orecchiabili controcanti del bassista norvegese Tord Overland-Knudsen quasi sempre protagonisti. Ma tutti pezzi che, nella dimensione live, grazie anche all’ottima padronanza del palco (almeno rispetto a molte altre indie band) dei tre, hanno dimostrato di avere sicuramente una marcia in più. Set non lunghissimo. Ma il materiale a disposizione è giusto l’album d’esordio. E noi usciamo contenti. Ci aspetta qualche altro bicchiere. Anche i liceali escono contenti. Ma un po' innervositi. Li aspettano in macchina molti genitori.
Articolo del
16/10/2008 -
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