|
Un atteso ritorno che ci ha permesso di vivere un viaggio a ritroso alla ricerca delle radici del rhythm & blues, al fine di riassaporare insieme il gusto della musica suonata, fatta di esperienze vissute, di passione e di calore umano.
Ci riferiamo al concerto dei Los Lobos, gloriosa band americana, nata nei sobborghi operai di Los Angeles e quindi sempre a stretto contatto con la cultura chicana, propria di quei cittadini americani a tutti gli effetti al cui interno però scorre sangue messicano. I Los Lobos si sono formati nel lontano 1973 e sono arrivati fino a qui grazie ad un attaccamento viscerale alla loro proposta musicale, un mix di rock and roll, blues elettrico, musica country e cumbia messicana.
Il loro ultimo album risale all’anno scorso e si intitola “Across The Nation”, ma contiene in realtà la registrazione di un concerto effettuato a New York nel lontano 1987. Non è un tour promozionale quindi, ma l’occasione giusta per celebrare con il pubblico italiano ben diciotto album in studio, sette dischi dal vivo, tre compilation e cinquanta anni di carriera. La formazione dei Los Lobos è quella classica, che prevede tre membri originari quali David Hidalgo, voce solista, chitarra elettrica e fisarmonica, Cesar Rosas, voce solista e chitarra ritmica e Conrad Lozano, al basso e alla voce, affiancati dal talentuoso Steve Berlin, ex Blasters, al sassofono e alle tastiere (con la band dal 1983) e da Alfredo Ortiz detto Fredo, ex Beastie Boys, alla batteria (con la band dal 2021).
In scaletta alcuni fra i brani che hanno maggiormente caratterizzato la carriera della band, da “Kiko and the Lavender Moon” a “Carabina 30 30”, da “Chuco’s Cumbia” a “A Matter Of Time”, da “Maricela” alla indimenticabile ”Volver, Volver”, per un “live act” effervescente ed esplosivo che ha coinvolto il pubblico presente. Non erano molti i giovani presenti in sala, e questo dispiace (forse erano concentrati sull’elenco dei “big” invitati a Sanremo), ma erano tanti invece gli appassionati di blues, i devoti alla musica del Diavolo, magari claudicanti, spesso attempati, ma animati dallo stesso entusiasmo di un tempo. La Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica si è ben presto trasformata in una balera di una città di confine fra Messico e Stati Uniti o in una festa di piazza all’aperto dove la musica folk messicana, la tradizionale musica per matrimoni, il bolero e la cumbia, si mescolava con il rock and roll e con il rhythm and blues.
Abbiamo ascoltato di tutto, da nenie dolenti, ma incredibilmente melodiche, a furenti passaggi di blues elettrico, da canzoni corali pregne di nostalgia a danze scatenate sulle note di ”Come On, Let’s Go” e di “La Bamba”, entrambi i pezzi sono stati ereditati dal leggendario Ritchie Valens. “Will The Wolf Survive?” la risposta è Sì, i Lupi sopravvivono ancora e resistono, malgrado i tempi infami generati dall’America di Trump, con tanto di rigurgiti di violenza e di razzismo, i Los Lobos cantano l’amicizia fra i popoli, l’incontro fra culture diverse e ci forniscono - attraverso la loro musica - l’energia vitale per andare avanti.
SET LIST
Flat Top Joint (The Blasters) Love Special Delivery (Thee Midniters) A Matter Of Time Chuco's Cumbia Wake Up Dolores Maricela Two Janes Wicked Rain Little Walter Will the Wolf Survive? Shakin' Shakin' Shakes Just A Man Carabina 30 - 30 Kiko and the Lavender Moon Runner Volver, Volver (Vicente Fernández) Cumbia Raza
Encore:
Ooh My Head (Ritchie Valens) Come On, Let's Go (Ritchie Valens) La Bamba / Good Lovin' / La Bamba
Articolo del
16/02/2026 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|