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The Dream Syndicate
Live @ Largo Venue, Roma, 23 gennaio 2026
di
Andrea Salacone
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Sei anni fa su queste pagine abbiamo elogiato con lodi entusiastiche l’esibizione dei Dream Syndicate al Monk di Roma.
Stasera, l’autocelebrazione proposta dalla band con l’esecuzione dell’album Medicine Show nella sua interezza ha fornito un’altra occasione per godersi lo spettacolo entusiasmante a cui riescono a dare vita Steve Wynn e compagni. Cinque musicisti non esattamente nel fiore degli anni, che suonano con una verve da adolescenti.
Inizio un po’ in sordina con “Where I'll Stand” e “Out of My Head” (caotica e segnata dal feedback). La più pacata “Like Mary”, arricchita dalle note eseguite con la slide, imbocca la strada della psichedelia; il primo di una lunga serie di momenti da ricordare. “80 West” è energica e incalzante.
Durante la lunga “How Did I Find Myself Here” (che parte con lentezza e acquista crescente intensità), svettano gli assolo di Jason Victor; il chitarrista mette a dura prova le corde dello strumento col suo stile vigoroso; la dilatazione del pezzo va però troppo per le lunghe; qualcuno, estenuato, preferisce addirittura uscire dalla sala.
Dopo “Glide” (ballata non particolarmente brillante) e una breve pausa, la rilettura di “Medicine Show” infiamma i presenti. Diciamolo: a livello compositivo, lo scarto con quanto il gruppo ha offerto al pubblico finora (tratto dai dischi registrati nel nuovo millennio) è evidente. Inutile, a questo punto, mettere in rilievo il pregio delle composizioni perché la serata continua in un susseguirsi di emozioni forti.
Degne di nota, in particolare, “Bullet With My Name On It”, con assolo lacerante a la Neil Young, “Burn” e “Merrittville”, vertici dell’esibizione, con la tastiera di Chris Cacavas in primo piano, e l’imponente orgia sonora di “John Coltrane Stereo Blues” con citazione di “Morning Dew” (canzone folk di di Bonnie Dobson resa celebre dai Grateful Dead).
Le immancabili “Tell Me When It's Over” e “That's What You Always Say” omaggiano con brio “The Days Of Wine And Roses”, il primo, splendido LP inciso dalla band, per chiudere poi con una scialba “Let It Rain”, cover superflua di un brano di Eric Clapton.
Concerto magnifico.
Setlist 1. Where I'll Stand 2. Filter Me Through You 3. Out of My Head 4. Black Light 5. Like Mary 6. 80 West 7. How Did I Find Myself Here 8. Glide 9. Still Holding On to You 10. Bullet With My Name on It 11. Daddy's Girl 12. Burn 13. The Medicine Show 14. Armed With an Empty Gun 15. Merrittville 16. John Coltrane Stereo Blues Encore: 17. Tell Me When It's Over 18. That's What You Always Say 19. Let It Rain
Articolo del
27/01/2026 -
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