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Dal 1994 i Julie's Haircutsono i custodi di una psichedelia che avvolge, di una manifestazione dell'anima che scandaglia il genere all'infinito, tra deflagrazioni siderali e sconfinati labirinti sonori.
Il Monk diviene il teatro di questo rito trascendentale, di un sogno lucido e ipnotico in cui i suoni divengono spazi cosmici, trame psych circolari, elettronica liquida, sussurri trip hop, esplosioni noise, intense stratificazioni sperimentali cinte dalla nebbia impalpabile e le luci caleidoscopiche dello stage.
Il live dei Julie's Haircut diviene visione del suono stesso, magnetico e vibrante, colonna sonora di un film contemporaneo dalle trame vintage, come le clip in bianco e nero delle ricercate pellicole proiettate sullo schermo mescolate agli sterminati effetti, agli amplificatori e alle pedaliere posizionate sul palco.
La dualità tra le sussurrate armonie vocali e la potenza delle raffiche strumentali creano una sorta di yin e yang dell'ascolto. La voce di Anna Bassy, che si unisce a più riprese a quelle di Nicola Caleffi e Luca Giovanardi, crea sfumature quasi soul, immersa ad occhi chiusi nel lirismo del tutto, mentre sul palco gli strumenti si alternano, si incrociano, si fondono tra loro. Si costruiscono architetture sonore in cui le chitarre di Andrea Scarfone, Nicola Caleffi e Luca Giovanardi, edificano poderosi ponti di deflagrazione sonora, mentre Ulisse Tramalloni modella ritmi quasi ancestrali con la sua batteria e Andrea Rovacchi dipinge un mare synth-etico con la sua tastiera.
La setlist punta sull'ultimo album “Radiance Opposition “con “I Can See the Light”, “Unit Circle”, “The Earth Knows”, “Spring Moon”, “Wounds”, “6 AM Carpet Candlelight” ed “Extinction of the Sun”. C'è spazio anche per “Emerald Kiss”, “Sorcerer”, “Until The Lights Go Out” e il cerimoniale di “Pharaoh’s Dream” da “In The Silence Electric”; per “The Fire Sermon”, “Orpheus Rising”, “Gathering Light” da “Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin”. L'encore è affidato a “To the Sacred Mantle” e alla tribale trance di delay di “Fountain”.
Quello dei Julie's Haircut dal vivo è un suono mistico e metafisico, un mantra rituale, un suono liturgico oscuro, con vette di luce, ed evocativo, sospeso e materico al contempo, un sound tutto italiano ma dal respiro internazionale, perfetto per il Levitation e l'Austin Psych Fest.
Setlist: I Can See the Light Unit Circle Pharaoh' s Dream The Earth Knows Spring Moon The Fire Sermon Emerald Kiss Wounds Orpheus Rising Gathering Light Until The Lights Go Out Sorcerer 6 AM Carpet Candlelight Extinction of the Sun
Encore: To the Sacred Mantle Fountain
Articolo del
26/02/2026 -
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