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Paolo Fresu, con il suo progetto Kind of Miles, ha orchestrato una discesa agli inferi e una risalita verso la luce ricalcando le orme del "Principe delle Tenebre" Miles Davis, non attraverso l'imitazione, ma tramite una sofisticata sinterizzazione emotiva.
Il 27 febbraio, nel primo di tre concerti (i seguenti sarebbero poi stati sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo 2026 sempre nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone), il grande trombettista, flicornista e compositore sardo ha messo in scena uno spettacolo a metà tra una piece teatrale e una biografia sonora. Ad affiancarlo un gruppo di musicisti straordinari: Bebo Ferra (chitarra elettrica) Christian Meyer (batteria), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes) Federico Malaman (basso elettrico), Filippo Vignato (trombone, multieffetti, synth), Marco Bardoscia (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria).
L’intera serata ha tracciato i chiaroscuri della vita di Miles, i quali come muse danzanti si incarnavano in stralci di voci d’archivio, in immagini che si univano e si scomponevano in flussi sullo sfondo, in un’alchimia perfetta tra gli strumenti, sino a fuoriuscirne come dialogo sincero ed umile tra uno degli artisti più influenti del 900 con le qualità umane e strumentali di Fresu e dell’intero ensemble con lui. Lo spettatore era esso stesso parte di questo racconto sinestetico che ha coinvolto il materiale e l’invisibile in un dialogo che ha riverberato a partire dalle parole pacate di Paolo, dei suoi personali aneddoti e ricordi, grazie ad una narrazione che ha preso per mano sommessamente e, inesorabile, ha abbracciato il flusso di pensieri di ciascuno dei presenti.
Dopo Tempo di Chet e Tango Macondo con Kind of Miles Paolo Fresu ha chiuso un’ideale trilogia che vede nel teatro un tassello essenziale della sua esistenza, un percorso non dissimile a quello di un meraviglioso e infinito viaggio filologico ed emotivo tra musica, narrazione, sperimentazione visiva e tecnologia.
«Chet Baker e Miles Davis sono stati i miei artisti di riferimento, due artisti che ho molto amato e ai quali mi sono sentito molto vicino. Miles ci ha insegnato ad andare sempre avanti. Credo che in questo momento storico, al di là dell’estetica, ci sia un bisogno impellente di vedere oltre le cose. Forse saranno proprio la visionarietà, la poesia e il coraggio a darci la possibilità di salvare il pianeta» - Paolo Fresu
Articolo del
04/03/2026 -
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