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Ute Lemper
“Paris Paris” - Live @ Auditorium Parco della Musica, Ennio Morricone, Roma, 20/04/2026
di
Giancarlo De Chirico
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Un recital davvero intenso e a tratti struggente, ha caratterizzato il ritorno a Roma di Ute Lemper, cantante, attrice, ballerina e pittrice tedesca che vive fra Parigi e New York e che - da molti anni ormai - si trova ai vertici della scena musicale internazionale.
La conosciamo come eccezionale interprete di brani tratti da un repertorio variegato, dal cabaret al jazz fino alla canzone d’autore, ma stasera ha proposto un repertorio specifico, strettamente legato alla grande canzone francese e in particolare alla città di Parigi. Il progetto è nato come un ponte ideale fra le due città e intende anche celebrare i settanta anni del gemellaggio fra Roma e Parigi.
Un concerto fatto di quelle canzoni senza tempo che hanno segnato il patrimonio artistico e culturale di tutto il Novecento. Mi riferisco a brani come “Milord”, scritta da Marguerite Monnot e inizialmente interpretata da Édith Piaf, come “Ne Me Quitte Pas” di Jacques Brel, o ancora come “Les Feuiless Mortes” di Yves Montand e “La Chanson d’Helene” di Philippe Sarde. Uno show ricco di atmosfera e carico di nostalgia all’interno di un concerto che ha previsto momenti di recitazione - è stato il caso delle poesie di Jacques Prévert, musicate da Joseph Kosma - e di narrazione, come quando Ute Lemper ha ricordato in maniera simpatica e divertente la telefonata ricevuta dalla leggendaria Marlene Dietrich, di cui imita a perfezione il tono vocale. Ute ha raccontato inoltre le lunghe notti trascorse a Parigi in giovane età, quando invece di dormire, si metteva ad ascoltare le composizioni di grandi autori della canzone francese come Leo Ferré, Jacques Brel, Georges Moustaki e Charles Trenet. Una musicalità pervasa da un forte esistenzialismo, sostenuta dal ricordo di belle passeggiate lungo la Senna e dall’apporto di liriche talvolta drammatiche, quasi un carteggio epistolare fra cuori infranti.
L’intento dichiarato della Lemper è quello di condurre il grande pubblico alla riscoperta di un mondo lontano, che non esiste più, ma che sapeva coniugare - con grande maestria - melodie mirabili e poesia. La serata si è chiusa con l’esecuzione di “Imagine” di John Lennon, un brano forse troppo noto e troppo suonato, ma che era quanto mai necessario, considerata l’assurdità e la crudeltà dei tempi in cui viviamo.
SET LIST
La rue Pigalle Un homme et une femme Sous le ciel de Paris Padam Les moulins de mon coeur La memoir et la mer 3 Allumettes Chanson d’Helene Les feuilles mortes Milord Just a Gigolo Blumen Marie-Marie Lili Marlene Embrasse-moi Je ne sais pas Ne me quitte pas Je ne regrette rien Imagine
Articolo del
22/04/2026 -
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