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Che “L’eclissi”, l’ultimo cd dei Subsonica, vi sia piaciuto o no, ha ben poca importanza: dovete andare ad un loro concerto. Da sempre il quintetto torinese si è distinto per l’energia e la bellezza dei loro live, capaci di coinvolgere anche gli avventori casuali e distratti. Con il mini tour del 2007 però hanno saputo superare loro stessi. Venticinque brani per ben due ore e un quarto di esibizione che ha riempito in neanche un mese di tour alcuni dei maggiori palazzetti italiani; registrando in numerosi occasioni il sold out. E’ stato ad esempio il caso della data romana del 30 novembre al Palalottomatica, i cui biglietti risultavano introvabili già a fine estate, o della data “in casa”, il 12 dicembre nel nuovissimo Palaisozaki.
Io ho assistito ad entrambe le esibizioni e lo spettacolo mi ha positivamente sorpreso. A Roma ero in mezzo al parterre, sulla sinistra, abbastanza vicina al palco. A Torino svettavo sulle gradinate più alte, in una posizione talmente laterale da riuscire a vedere metà del retro del palco... una prospettiva inusuale e divertente che mi ha permesso di vivere il concerto in maniera totalmente diversa da come lo avevo vissuto a Roma. La scaletta nelle due date, e per il resto del tour, è rimasta pressoché inalterata: si inizia a luci accese con Samuel, il cantante, che saluta il pubblico e regala una piccola perla del repertorio subsonico: “Tutti i miei sbagli” in versione acustica. A Roma non percepisco bene l’impatto ma a Torino, guardando dall’altro il palco e la folla che si protende verso il cantante come calamitata dalla sua voce mi lascia senza parole. Arriva il buio e col buio la band si fa al completo. Per la prima volta nella loro storia, i Subsonica hanno sconvolto il loro normale “assestamento” da live e si posizionano tutti in fila orizzontalmente, alla stessa altezza e distanza. Per la prima volta, anche le prime file riescono a vedere gli occhiali di Ninja, il batterista, da sempre oscurato nelle retrovie. Parte “Veleno”, uno dei brani più convincenti del nuovo cd che live non tradisce assolutamente le aspettative. Segue “La glaciazione” che introduce il pubblico alla parte più “danzereccia” del live: seguono infatti perle come “Nuvole rapide”, “Discolabirinto” e “Aurora sogna” che entrambe le serate sarà dedicata a “tutte le Aurora presenti”. La struttura del palco è decisamente inusuale: amplificatori, casse e monitor si trovano sotto il palco che ha un pavimento di grate che permettono ai musicisti di vedere e sentire perfettamente quello che accade sotto i loro piedi. I tecnici ed i backliner si trovano invece dietro il palco. I Subsonica sono quindi al centro della piattaforma, sgombra da ogni altra cosa. A rendere ancora più originale questo insolito palco è l’assenza di maxischermi; se, infatti, per il tour di “Terrestre” avevano puntato molto sul potere delle immagini, questa volta i Subsonica si sono affidati solamente al potere dei giochi di luce: due griglie di led luminosi, una dietro il palco e l’altra davanti ad esso, disegnano geometrie di luci colorate. Possono inoltre sollevarsi ed abbassarsi, tanto che la griglia anteriore durante diverse canzoni si posiziona esattamente davanti ai cinque musicisti, che sembrano rinchiusi un una gabbia luminosa. Se ci si trova sotto il palco, non si capisce bene l’effetto di insieme ma si viene totalmente coinvolti nel gioco. Dall’alto invece lo spettacolo è chiaro e incanta.
L’esibizione prosegue spingendo sull’acceleratore ancora con brani come “L’errore” e “Colpo di pistola” per poi rallentare bruscamente con “Lasciati”, un vecchio brano rispolverato da “Microchip emozionale” e “Preso blu”, dal loro primo cd, che riscuotono l’ovazione dei fan più accaniti e nostalgici. Si prosegue con “Canenero”, brano nuovo che parla di abusi sui minori ma che non convince né musicalmente né per il testo. Su “Liberi tutti” scatta la prima pausa. I Subsonica non sono più dei ragazzini e sono loro stessi a ricordarlo scherzosamente ai loro fan; sul palco però sanno ancora tirare fuori tanta energia da coinvolgere anche le ultime file.
Guardandomi intorno, sia a Torino che a Roma non ho potuto fare a meno di notare quanto fosse variegato il pubblico presente; genitori con bambini sulle spalle; ragazzini ed adolescenti tesi a gridare ogni parola, a tirare fuori i loro demoni; ventenni, trentenni, coppie, gruppi di amici, studenti e lavoratori. I Subsonica hanno sempre raccolto un pubblico vario sia per stile che per età e in dieci anni di carriera si vede chiaramente. Il concerto riprende con la cover di “Angels” un brano di Elliott Smith e prosegue con “Ali scure” e “L’ultima risposta” per poi sorprendere tutti con “Up Patriots To Arms”, il brano di Battiato che il Maestro cantò con i Subsonica a luglio, nella data di chiusura del Torino Traffic Free Festival 2007. Seguono due dei brani migliori di “Terrestre”: “L’odore” e “Ratto” (la cui seconda strofa a Roma verrà completamente dimenticata da Samuel; miglior sorte avrà invece a Torino); poi i Subsonica regalano un “classico” del loro repertorio: ”Perfezione”, uno dei loro brani migliori in assoluto. I pannelli di led si muovono, dal fondo del palco dei fari puntano sul pubblico e lo attraversano. A metà canzone viene inserito un brandello di “Piombo”, nuova canzone ispirata e dedicata a Roberto Saviano e al suo libro, "Gomorra". Di nuovo una pausa per poi ripartire con le ultime cinque canzoni della serata. “Incantavole” e poi “Il cielo su Torino”, che Samuel riuscirà a sbagliare sia a Roma che nella sua città, subito dopo averla dedicata agli operai vittime dell’incendio nell’acciaieria Thyssenkrupp che ha sconvolto tutta Torino. I fan dei Subsonica sono ormai abituati ai vuoti di memoria del cantante e li perdonano, accettandoli quasi con affetto, come fossero parte dello spettacolo. A seguire, una nuova versione remixata e quasi irriconoscibile de “Il mio dj”; l’immancabile “Nuova ossessione” e infine “Tutti i miei sbagli” nella sua versione originale, che ci riporta all’inizio del concerto.
Roma è sempre calda e affettuosa con i Subsonica e si sa che l’adrenalina che si sprigiona sul palco spesso fa fare cose sciocche... Samuel decide di buttarsi in mezzo al pubblico ma non si dà sufficiente slancio e finisce con troppa violenza sul pubblico delle prime file che, come nella commedia più scontata, si apre in due come il Mar Rosso facendolo scomparire con un tonfo. Ne riemergerà zoppicante e verrà a sapere soltanto il giorno dopo che nel marasma una ragazza si è fatta male ad una spalla e ha dovuto così rinunciare ad un viaggio programmato da tempo. A Torino vedo il ragazzo di nuovo molto coinvolto, lo vedo salire su un amplificatore davanti alle transenne, lo vedo piegarsi verso il pubblico, sgrano gli occhi e inizio a temere che non abbia imparato la lezione. Poi forse il lume della ragione si è riacceso in lui, o forse sono soltanto stata io a pensar male... fatto sta che Samuel resta sulla cassa e saluta il pubblico accalcatosi sotto di lui... ignaro del rischio che stava correndo!
In due mesi di esibizioni i Subsonica hanno saputo riconfermarsi senza dubbio la miglior live band italiana, capace di battere senza eccessivi sforzi anche numerosi artisti stranieri. A febbraio ripartiranno con la seconda parte del tour, più incentrata sul loro ultimo album (uscito in contemporanea con la partenza del tour); solo allora scopriremo se sapranno rendere travolgenti anche questi nuovi brani.
Articolo del
06/01/2008 -
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