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Alla definizione di psichedelia degli anni ‘60, allargamento della coscienza grazie all’assunzione di allucinogeni, aggiungiamo quella di psicopatia, anomalia congenita o aberrazione, del carattere ed del senso morale; mischiamo per qualche minuto con oscurità e nefandezza ed abbiamo la musica dei Liars!
Dal loro debutto nel 2002 (They Threw Us All In A Trench And Stuck A Monument On Top, Blast First) i Liars hanno cambiato molte volte le carte in tavola trovando una forma musicale “intima” e personale, composta da momenti di totale abbandono quasi rituale: ritmiche ipnotiche di batteria, lunghi feedback di chitarra e sperimentazioni elettroniche. La band di Los Angeles con il loro ultimo album, Liars (Mute, 2007), chiude a Milano la serie di date italiane che l’hanno portata a radunare moltissimi loro sostenitori.
Da subito si crea l’atmosfera che contraddistingue i Liars: sonorità che potrebbero accompagnare le nostre più nascoste paure. La batteria è l’elemento di traino per tutto lo show, semplice ed essenziale, che spesso affiancata dal chitarrista Aaron Hemphill in veste di percussionista crea un connubio che apre immagini sempre più viscerali. Il personaggio racchiuso in Angus Andrew, voce della band, è come uno spirito malefico giunto sulla terra da quale limbo particolare; le movenze ricordano Nick Cave ai tempi dei The Birthday Party. Anzi, se volessimo meglio precisare, dalla presenza scenica potrebbe essere quasi suo figlio. Durante tutta la serata chiama la folla, la cerca e la vuole come valore aggiunto alla musica dei Liars. “Fly Fly The Devil's In Your Eye Shoot Shoot! We're Doomed! We're Doomed!" è il lungo coro d’ammonimento che il pubblico recita seguendo la band. Plaster Casts Of Everything, Leather Prowler, What Would They Know, Freak Out, Pure Unevil sono le canzoni eseguite dall’ultimo album. Una struttura più “classica” rispetto a quelle dell’album precedente, Drums Not Dead (Mute, 2006) che completano la scaletta della serata: Let's Not Wrestle Mt. Heart Attack, It Fit When I Was A Kid, Hold You, Drum, Drum And The Uncomfortable Can.
A veder suonare i Liars c’è la certezza che sia una band che ha sempre fatto quello che gli interessa veramente non curandosi delle mode o di non piacere a qualcuno. Assistendo ad un loro live si vede che stanno raccogliendo degli ottimi frutti ovunque si esibiscano e continuando su questa strada, contorta ma precisa al tempo stesso, li rivedremo sicuramente presto... magari nei nostri incubi!
Articolo del
24/11/2007 -
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