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Nessuna ragione al mondo ci avrebbe impedito di raggiungere Mr.Vincent Damon Furnier, più conosciuto come Alice Cooper, artista americano originario di Detroit, come Iggy Pop, cresciuto alla scuola di Frank Zappa, punto di riferimento assoluto di tutto il movimento Hard Rock targato U.S.A. Una leggenda vivente insomma, un musicista unico ed inimitabile che ha saputo mescolare il rock and roll di Chuck Berry con elementi macabri propri del Teatro Grand Guignol, un provocatore vero, divertente ed intelligente, che ha saputo allestire sul palco dei live act molto simili a operette dada, un uomo che a 61 anni compiuti non ha smesso di girare per il mondo per diffondere il suo verbo e di interpretare canzoni come “I’m Eighteen”, che ascoltiamo fra i primi brani del concerto di questa sera e che nei primi anni Settanta era grido di autoaffermazione e di rivolta di tanti teenagers. Ad alcuni potrà sembrare paradossale, ma le motivazioni e la spinta di un brano del genere non si esauriscono con il raggiungimento della cosiddetta “maturità”, che non è un titolo di studio, che non è riconoscimento sociale, che non si identifica né con gli euro né con i dollari, ma che vuol dire saper sempre ricominciare daccapo, proprio come Alice Cooper, di nuovo fra noi nella splendida cornice di Villa Solaria, un posto ameno, non lontano da Firenze, che però avremmo voluto più affollato! Accompagnano Alice in questo “Psycho Drama Tour” dei musicisti giovani ma di grande talento che rispondono ai nomi di Keri Kelli e di Jason Hook alle chitarre, di Chuck Garrii al basso e di Eric Singer, alla batteria. Forse non tutti sanno che il giovane Vincent Furnier, da sempre appassionato di storie gotiche e di film dell’orrore, decise di farsi conoscere come Alice Cooper, il nome di una bambina bruciata viva circa due secoli fa, che si è poi reincarnata per consumare la sua vendetta! E allora cominciano ad avere un senso canzoni violente e brutali come “No More Mr Nice Guy” e “Under My Wheels”, vecchi hits del primo periodo di Alice, rimessi a nuovo e tirati a lucido dalle sferzate elettriche di una band che lo asseconda in ogni sua idea, in ogni dettaglio. Molto efficace e coinvolgente poi la riproposta della più recente “Lost In America”, con quelle strofe irriverenti e sfacciate che recitano “I can’t get a girl because I can’t get a car, I can’t get a car ‘cause I can’t get a job, I can’t get a job, because I can’t a car / I can’t go to school, because I can’ get a gun, I can’t get a gun because I can’t get a job” e che all’interno di un rimare giocoso ed elettrizzante fanno passare una critica aspra a quello che è lo standard di vita americano. Nella parte centrale del concerto trovano spazio brani tratti da “Zipper Catches Skin” e da “Special Forces”, gli ultimi dischi di Alice, ma poi con “Be My Lover” si torna a citare il passato e si scopre come quelle canzoni conservino intatta l’energia di un tempo. Su “Desperado” infatti Alice canta “I’m a gambler / I’m a clown”, dimostra come sia uno dei pochi artisti rimasti nel Rock a non prendersi troppo sul serio (un dono inestimabile) e al tempo stesso ricalca il ruolo che fu del “buffone” shakesperiano, che scherzando raccontava sempre la verità! “Muscle Of Love” è altrettanto bella, mentre su “The Great Destroyer” e “Welcome To My Nightmare” lo spettacolo raggiunge il suo climax con l’entrata in scena di un manichino di donna, vilipeso e maltrattato a dovere, fino ad essere sbattuto in un angolo del proscenio! Ma Alice si vuole subito far perdonare, ed esegue una fantastica “Only Women Bleed”, una ballata più lenta, una composizione “seria” e davvero bella, che dimostra come e quanto lui ami e rispetti il genere femminile. Lo show è dotato di un crescendo esaltante: la ragazza/manichino si riprende, questa volta è una ballerina vera vestita con gli stessi abiti che si muove intorno ad un Alice Cooper vestito da prestigiatore che porta a spasso in lungo e in largo sul palco una carrozzina con tanto di neonato/bambolotto all’interno, sballottato in aria a più riprese! Degli energumeni mascherati e vestiti di nero, che simboleggiano il potere, lo bloccano e lo costringono ad indossare una camicia da forza, mentre si alza il frastuono delle chitarre e si percepisce solo un tenerissimo “where’s daddy?” in lontananza. Non c’è niente da fare, Alice Cooper è condannato a morte, una forca enorme fa il suo ingresso sulla scena, rullano i tamburi e in pochi secondi il suo corpo penzola esanime! No, non può essere, il Male non può vincere sempre, e poi perché deve essere sempre il Rock and Roll a pagarne le conseguenze? Dopo qualche minuto la chitarre intonano l’attacco di “Schoool’s Out”, ed ecco un redivivo Alice, davvero in grande forma, che risorge e invoca l’accompagnamento del suo pubblico: “School’s out for Summer/ School’s out for Ever” un grido che è un tuono, la protesta di quegli anni nei confronti di docenti tanto rigidi quanto imbecilli! Lo spettacolo sarebbe finito, ma Alice è risorto e sa essere generoso: ci regala ancora delle mirabili performances di “Billion Dollar Babies” e di “Poison” il brano gustoso, molto A.O.R. che scrisse per lui Desmond Child. E non è ancora finita, perché riconosciamo le note di “Elected”, un pezzo fantastico, del 1973, quando Alice Cooper voleva presentarsi come candidato alla Presidenza degli Stati Uniti al posto di Richard Nixon, il presidente repubblicano per il quale fu richiesto l’”impeachment”, dopo essere risultato coinvolto nel caso Watergate. Un diluvio di chitarre elettriche saluta anche questo ultimo atto di uno show davvero corroborante e divertente, che ricorre ad immagini forti, di sesso e violenza, ma sempre in modo catartico, liberatorio, tanto per guastare la serata a quei benpensanti che ci vogliono costringere al “giusto senso della misura”, quando invece il Rock and Roll è esagerato di natura! Oh, adesso mi metto a poetare anche io, grazie Alice, resuscita ancora, perché i tuoi incubi, sono ancora i nostri!!!
(la fotografia di Alice Cooper on stage a Villa Solaria che accompagna la recensione è dello stesso autore Giancarlo De Chirico)
Articolo del
28/06/2007 -
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