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Grande serata di “gothic metal” aperta dai Novembre e dai finlandesi Poison Black che - con le loro sonorità cupe ed ancestrali - hanno avuto il merito di dare fuoco alle polveri in attesa del ritorno a Roma, dopo tanto tempo, dei milanesi Lacuna Coil, massimi esponenti del “gothic metal” italiano, apprezzati di recente anche negli Stati Uniti. Atmosfere tese, movenze minacciose ed un look spettrale, insieme ad arrangiamenti pomposi e fortemente evocativi sono ancora il biglietto da visita della Spirale Vuota, che vede accanto alla bella e talentuosa “vocalist” Cristina Scabbia, Marco Emanuele Piazzi, alla chitarra elettrica, Marco Coti Zelati, al basso, Cristiano Mozzati, alla batteria e il mefistofelico Andrea Ferro, alla voce. L’acustica del Teatro Tenda non è proprio quella adatta ad accogliere le sovrapposizioni strumentali e gli acuti vocali della band, ma i Lacuna Coil partono subito alla grande con le esecuzioni di “You Create” e “What I See”, che mandano in visibilio i tanti ragazzi presenti. Il tour è ancora quello di “Comalies”, il disco del 2002 che ha portato alla consacrazione definitiva del gruppo, ma è anche l’occasione per presentare in anteprima brani tratti da “Closer”, il nuovo album, in uscita il prossimo 20 Ottobre. Lei, Cristina, è fantastica, si rivolge più volte al pubblico, ne invoca il supporto, la sua voce sa essere insieme poderosa e aulica , qualcosa di molto simile ad una versione metallica di Kate Bush e Tori Amos. “Fragile” e “Falling” hanno una struttura armonica di grande spessore, a dir poco eccellente il recupero di “Senza Fine”, il solo brano in italiano scritto dalla band. Ascoltiamo brani tratti da “Unleashed Memories”, il disco che qualche anno fa determinò la svolta melodica dei Lacuna Coil, il concerto non concede momenti di pausa, anche se a tratti il suono così cupo ed uniforme, non trova sbocchi, si appiattisce e diventa ripetitivo e monotono. Dopo un’ora però è già tutto finito, Cristina e gli altri tornano sul palco per eseguire una splendida versione di “ Enjoy The Silence”, una “cover” del noto brano dei Depeche Mode, seguita da “Heaven’s A Lie”, preceduta da una invocazione alla libertà di pensiero. Sono in tanti i ragazzi che urlano in coro “Set me free / your Heaven is a lie”, con Papa Ratzinger che immaginiamo agitarsi nel letto al richiamo!!! Il finale, fragoroso e potente, è riservato alla melodia metallica di “Our Truth” , vero e proprio manifesto musicale della band. Il pezzo è accolto da una grande ovazione dai “metal kids” presenti in sala che mostrano una dedizione davvero particolare verso i Lacuna Coil, che raccolgono, elaborano e mettono in musica le loro ansie e le tante inquietudini.
Articolo del
25/09/2006 -
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