|
Ai confini dello sperimentalismo più puro, una botta di rara potenza, suoni in libertà, vocalità straniate e ribelli, un furore che lascia interdetti, interno a strutture armoniche in continua evoluzione, permeate dal basso elettrico, assoluto e devastante di Mike Watt, ex MinuteMen, ex FireHose, ex un mucchio di altre cose, adesso impegnato a tempo pieno con la nuova edizione di Iggy & The Stooges e con questo suo progetto solista. Si tratta di un trio, e fin qui nulla di strano nel mondo del rock, ma non è prevista la chitarra solista, e allora gli altri strumenti ne recitano la parte, alternandosi nel dettare i suoni, in forma altamente democratica, per tutta la serata. Beh, quel che ne esce fuori è una bolgia infernale, all’interno della quale danzano note inquietanti, sonorità ventrali, cariche dell’aggressività di certo ”hard rock” ma con il dono dell’improvvisazione tipico del “free jazz”. Dopo un “opening act” solo strumentale fornito dagli Squartet, un gruppo niente male, formato da giovani musicisti, rigorosi e oltranzisti, si presentano sul palco dello Zoo Bar i Second Man di Mike Watt, con Raul Morales alla batteria, Paul Roessler all’organo Hammond e lo stesso Watt al basso elettrico. Raul e Paul sono originari di San Pedro, Bassa California, dove risiede da anni ormai Mike Watt, sono alle prime esperienze, ma picchiano che è un piacere! “Please Back To Me” sembra la colonna sonora di un “musical” interpretato da internati di una Casa di Cura psichiatrica. E’ ossessiva e maniacale, i suoni sono frammentati e distanti, talvolta violenti. C’è la ricerca quanto mai evidente e voluta della disarmonia, come unica base possibile ai testi delle canzoni, decisamente cinici o basati su scioglilingua dediti al “nonsense” più assoluto. Provare per credere, e andate ad ascoltare un brano come “Pluckin’ Pedalin’ And Paddalin’” o ancora “Tied A Reed Round My Waist”… No, non ce ne è per nessuno, è musica che se ne frega del consenso, che cerca l’espressione, che getta fuori le viscere e si separa in maniera catartica dal Male dei nostri giorni. Urla scriteriate emanate da un Mike Watt fuori dalla grazia di Dio (e quanti lo conoscono di persona possono confermarvi il suo carattere, così gentile ed affabile, in contrasto solo apparente con il musicista che abbiamo di fronte questa sera) un “live act” molto vicino all’hardcore, e del più corrosivo, eppure suonano, gli danno sotto, è musica vera, è un po’ come se i Devo incontrassero i Rage Against The Machine e John Zorn si offrisse loro come produttore. Pensate soltanto che “El Mar Cura Todo, in Europe too” è il nome di questa seconda parte europea del tour…Alcuni non reggono, vanno via prima, resta però lo zoccolo duro. “You have the force, we have the light” grida un Mike Watt in grande forma , ”There Is No Sense In Trying” e poi ancora una “country folk ballad “ recitata in falsetto, straniata e massacrata a dovere da un diluvio percussivo di note. Mio Dio! Papa Ratzinger! Fate qualcosa! E invece no,” Bursted Man” (non ve lo devo mica spiegare io che faccio l’insegnante di inglese che razza di micidiale gioco di parole c’è dentro) che anticipa “The Second Man’s Middle stand” l’album di prossima pubblicazione, e poi ancora giù con critiche feroci al Presidente degli Stati Uniti “What Else Can You Show Me?” e sul finire una sorta di rock and roll delle origini condito da un arrangiamento funky davvero diabolico. “Grazie a tutti!” e a chi gli chiede “I Wanna Be Your Dog” risponde che non è il momento… Venite pure ad Otranto, al Castello, il 17 Giugno, quando sarà con Iggy & The Stooges al Yellow Party! Un altro concerto da non perdere, che già mi suona dentro, di giorno, di notte, e nei momenti di pausa.
Articolo del
02/05/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|