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Preceduti da un set breve ma energetico degli Ordalìa, un gruppo rock di Latina, e dalla esplosiva teatralità dei Tre Allegri Ragazzi Morti, di Pordenone, una band che si sta affermando sempre di più e che intende rivitalizzare con sarcasmo ed ironia i resti della scena punk italiana, reduci da un bel giro turistico fra i siti archeologici e i vicoli di Roma, salgono sul palco Robert Turner, vocalist e bassista, Peter Hayes, chitarra solista e Nick Jago, batteria, un classico trio rock che risponde al nome di Black Rebel Motorcycle Club, una band originaria di San Francisco che giusto un paio di anni fa si è imposta alla attenzione di tutti come gruppo rivelazione. Peter chiede subito scusa ai presenti per l’operato del governo americano, spara a zero su Bush e introduce “The Complicated Situations” una ballata acustica, per chitarra e armonica a bocca. Copiose tracce di country-blues permeano le successive “Shuttle Your Feet” e la lunga, corrosiva “Keep It On The Ground”, poi il blues diventa più denso, il territorio sembra cosparso di mine ed esplodono come in un rito orgiastico le chitarre. Suoni sferzanti, note distorte e dosi massicce di psichedelia tracimano su quanti erano tornati a vederli dal vivo e le canzoni di “Take Them On, On Your Own” l’ultimo disco, si susseguono senza pause e mescolano il sano impianto rock-blues della band ad un innato gusto per la dissonanza. L’esecuzione dal vivo di brani come “Generation”, “Shade Of Blue” e “Stop” dimostrano quanto gli Oasis fossero stati profetici ad indicare nei B.R.M.C. uno dei gruppi migliori in circolazione e come i fratelli Gallagher avessero rischiato davvero poco a farsi garanti. La disperazione di “Love Burns”, la furia di “Whatever Happened To My Rock and Roll” e le evocazioni drammatiche di “Red Eyes And Tears” mettono in fila i dubbiosi. Il “beat” ossessivo e frenetico dei Black Rebel Motorcycle Club richiama talvolta gruppi del post punk inglese dei primi anni ottanta e ricorda le sonorità di The Jesus & Mary Chain e dei My Bloody Valentine, in altre occasioni è lecito il paragone con l’ “acid-rock” dei Pixies e lo sperimentalismo dei Sonic Youth ma, in generale, Robert e Peter, da quando nel 1995 si incontrano in un liceo di San Francisco e decisero di mettere insieme una band che avesse il nome della gang di motociclisti capitanata da Marlon Brando nel film “Il Selvaggio”, non hanno sbagliato una mossa e questo “live act” ruvido ed essenziale, rumoroso ed elettrico, offerto da MTV al pubblico romano, ne è stata una dimostrazione quanto mai convincente. Rock On!
Articolo del
06/07/2004 -
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