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Tornano a suonare dal vivo, per la seconda volta in Italia, ma per la prima volta a Roma, gli House Of Lords, la band nata nel 1987 da una costola dei Giuffria, su idea di Gene Simmons dei Kiss. Dopo tre album di successo, frutto di un hard-rock roboante nell’impatto ma profondamente melodico nelle armonie, il gruppo si sciolse nel 1993 per poi tornare insieme dieci anni più tardi, nel 2003, con diversi avvicendamenti rispetto alla line up originale. Preceduti dal feroce e fulminate live act metallico dei Midnight Sun, un gruppo davvero sorprendente, di cui sentiremo ancora parlare, gli House Of Lords salgono sul palco intorno alle 23,00, sempre sotto la guida del poderoso vocalist James Christian. Accanto a lui Jimi Bell, ex Bird Of Prey, alla chitarra elettrica, Jeff Kent al basso e B.J. Zampa alla batteria. La band presenta dal vivo brani tratti da “Come To My Kingdom”, il nuovo cd, appena uscito, insieme a vecchie canzoni, davvero memorabili e “strappa budella”. Su tutto, ancestrale, magnifica, il vero motivo per cui mi trovo qui questa sera, “Love Don’t Lie”, una delle più belle hard rock ballad mai scritte, eseguita con cuore, e con tanta passione, da un James Christian in grande forma, in possesso di un'ugola forgiata nel metallo e rivestita in oro! Splendide anche “I Wanna Be Loved“, “Slip Of The Tongue”, “Pleasure Palace”, oltre ad una cover a sorpresa quale “Can’t Find My Way Home” dei Blind Faith, che ci viene regalata quasi sul finale. Gli House of Lords diventano ancora più duri e tenebrosi al momento dell’esecuzione di “One Step In The Dark”, e danno poi luogo ad una serie di assoli di chitarra e di batteria un po’ old fashioned ma sempre gradevoli. La band esegue anche la title track di “Come To My Kingdom”, il nuovo album, seguita da “Another Day From Heaven”, una super ballad che ricalca le orme di “Love Don’t Lie”, ma d’altra parte, non ci sentiamo di considerare questo una colpa, un peccato veniale, forse! Insomma un set non troppo lungo, ma divertente e corroborante, che ha restituito lustro all’Hard Rock americano della metà degli anni Ottanta, sospeso fra il gusto per l’impatto altisonante ed una corretta tensione melodica. Un genere di musica che ha conquistato il cuore di molti giovani di quella generazione, molti dei quali erano qui questa sera, con qualche anno in più sulle spalle, ma pronti e decisi a rendere a James Christian e agli altri della band un doveroso omaggio. Keep the Faith alive!!!
(la foto di James Christian in concerto alla Stazione Birra è dell'autore della recensione Giancarlo De Chirico)
Articolo del
27/03/2008 -
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