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A Place To Bury Strangers
Live @ Monk, Roma - 20/04/2026
di
Ida Stamile
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Avevamo lasciato gli A Place To Bury Strangers a radere al suolo il palco del Monk nell'aprile del 2024 e li ritroviamo sempre lì, nel 2026, ancora più rumorosi e devastanti. I volumi in sala questa volta sono ancora più potenti, più roboanti e impetuosi. I decibel deflagrano sin dall'inizio con ritmo serratissimo tra le maglie del noise più irruento.
Dopo l'apertura di Kontravoid, con le sue maschere sintetiche di EBM e Industrial, immersi tra le visioni psichedeliche delle strobo, gli abbaglianti riflessi luminosi e la coltre di fumo di ghiaccio sintetico, arrivano sul palco gli APTBS pronti a edificare il loro spettacolo totale, non solo sonoro, ma anche visivo e soprattutto fisico e sensoriale. Muri di suono e distorsioni, feedback come lava incandescente, chitarre, protagoniste indiscusse, profanate in tutte le latitudini della scena da Oliver Ackermann sin dai primi minuti del live, suonate monche con pezzi mancanti, mentre le vibrazioni pulsano dalla terra nel caos del rumore primigenio, tra fuzz e delay targati Death By Audio. Il basso di John Fedowitz crea riverberi infiniti e luciferini e Sandra Fedowitz picchia duro con colpi asciutti e decisi la sua batteria, mentre la voce di Ackermann è eco sul flusso sonoro. C'è poi l'ormai consolidata voglia di condivisione collettiva, quella che a metà concerto li fa scendere dal palco per suonare in mezzo al pubblico, nella detonazione tribale della comunione del suono.
Si parte subito sull'acceleratore con “Deadbeat”. E ancora “In Your Heart”, “Fear or Transformation”, “We've Come So Far”, “Ringing Bells”, “Never Coming Back”. Il finale è affidato a “I Lived My Life to Stand in the Shadow of Your Heart” e alle urla di Sandra Fedowitz con “Have You Ever Been in Love”.
Gli APTBS si confermano sovversivi del rumore per eccellenza, tra saturazione sonora, reiterazioni ritmiche e volumi spinti all'ennesima potenza. E resta sempre una certezza durante i loro concerti: le chitarre fanno voli pindarici. Si spezzano e sanguinano di note come le orecchie di chi le ascolta.
Setlist: Deadbeat Fear of Transformation Song for Girl From Macedonia In Your Heart We've Come So Far Hold On Tight You Got Me Ringing Bells Drum & Bass Electro Tribal Dance Ritual Never Coming Back Everything Always Goes Wrong I Lived My Life to Stand in the Shadow of Your Heart Have You Ever Been in Love
Articolo del
23/04/2026 -
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