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Wot
Intervista ai WOT
31/05/2007
di
Giancarlo De Chirico
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Sapevamo che Catania era un terreno fertile per il nuovo rock italiano. Il vostro disco non è altro che un’ulteriore conferma di tutto questo ed insieme un passo coraggioso all’interno dell’indie rock, fuori dalle convenzioni del “music biz”. Quando e come siete nati come gruppo?
Sì, Catania, soprattutto nel passato, ha avuto un ruolo importante nel panorama italiano, oggi forse un po’ meno ma si può sempre registrare comunque un fermento musicale di buon livello. WOT sta li a collaborare e a confrontarsi con gli altri gruppi. WOT nasce da una evoluzione: infatti alla formazione iniziale (BL40 ed Ivo) si sono aggiunti, un paio di anni fa, in maniera abbastanza random Little Mick e Big Mick e da quel momento si è andati verso una trasformazione del suono fino al sound attuale.
Proponete un rock molto energetico che risente molto del primo “beat” inglese della fine degli anni Sessanta. Quali sono state in realtà le vostre maggiore influenze musicali?
Da Carosone ai Deltahead passando per Il meglio del panorama musicale italiano (quello vero) ed estero. Abbiamo tutti dei background diversissimi ma accomunati dalla passione per la buona musica...quella che ti fa balzare in avanti o ti fa cadere della sedia...quella che ti lascia e quella che ti segna....insomma quella che poi ti porti dietro e diventa la colonna sonora della tua vita.
Il nome della vostra band non è altro che l’italianizzazione della pronuncia inglese di What, vero?
Yessss!
Come riuscite su brani come “Better Than Tomorrow”, “Breaking My Crutches”, oppure anche “Summertime”, a far convivere un sano impianto melodico con il gusto per la dissonanza?
Perchè siamo mentalmente disturbati nel senso buono... Prima di arrivare alla chiusura canonica di un riff proviamo sempre a farci suggerire dal brano stesso un'alternativa anomala ma gradita... a volte riesce:
Da che cosa dipende la scelta di cantare in inglese?
Suona bene con i nostri brani....non è escluso che si possa trovare una strada in italiano. Ma in questo momento sfruttiamo le nostre energie per dare un respiro internazionale al progetto...anche se solo con le intenzioni!
Da dove traggono spunto, che cosa narrate all’interno delle vostre canzoni?
Storie quotidiane, microframmenti di realtà normalissime che assumono i connotati di iperbole in questo mondo di eccessi.
Che spazio vi proponete di ritagliare per la vostra band nell’immediato futuro?
Poter suonare più di quanto non facciamo adesso sarebbe un gran risultato...se poi riusciamo a fare di più abbiamo vinto.....l'inizio per un nuovo anno. non ci fermeremo!
Articolo del
01/06/2007 -
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