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Preceduti da un mirabile set metallico dei Masterplan di Roland Grapow, tornano finalmente a Roma, terza tappa italiana del loro tour europeo, i Saxon di Biff Byford, imponente figura di hard rocker man britannico di estrazione working class alla guida di un gruppo che si impose all’attenzione di tutti negli anni Ottanta, al momento della nascita della New Wave Of British Heavy Metal. Molto tempo è passato da allora e, dopo i primi folgoranti successi di vendita e di pubblico, che affluiva copioso ai loro live act, i Saxon conobbero un periodo di appannamento melodico che li portò a sconfinare in una sorta di A.O.R. da classifica poco convincente e poco adatto a loro. Nei primi anni Novanta i Saxon seppero ritrovare la vena metallica giusta, ma sia Graham Oliver, il chitarrista, che Steve Dawson, il bassista, lasciarono la band per formare i Son Of Bitch e il prode Biff, uno che non vuole invecchiare mai, e che pagherebbe di suo per non andare in pensione mai, ha riformato la band, partendo da zero, con tutta una serie di musicisti giovani , ma ben preparati e convinti. I nuovi Saxon presentano dal vivo “The Inner Sanctum”, un album appena uscito, e che si colloca a metà strada fra un classico heavy metal e lo spirito primordiale del rock and roll. Brani come “Let Me Feel Your Power” e “If I Was You”, il primo singolo, dimostrano come la parentesi “morbida” della band sia solo un ricordo e si dimostrano all’altezza di “Strong Arm Of The Law”, la prima citazione storica della serata. Si prosegue con il riff accattivante e selvaggio di “The Great White Buffalo” tratto da “Dogs Of War” del 1995, il disco della rinascita, e con un brano di alta caratura come “Princess Of The Night”, un vero “evergreen” dell’Heavy Metal, e scorgiamo l’immarcescibile Baffo di Metal Massacre entusiasta e silente che ondeggia le braccia con fare osannante, come deve essere! E’ il momento di “Crusader”, che mostra il lato epico della band, con quegli arpeggi di chitarra da brivido che preparano alla coralità del “refrain”. Ecco che subito dopo arrivano “Ashes to Ashes” e “I’ve Got To Rock”, dal nuovo album, e rileviamo una forte continuità fra passato e presente del gruppo, l’impatto è forte, le chitarre stridono ma hanno anche una forte valenza drammatica ed un giusto sapore melodico. Biff si lamenta del posto, “troppo piccolo” e della temperatura “troppo caldo”, ma è entusiasta del pubblico romano, lo provoca, lancia una sfida virtuale con Milano, con Firenze, e allora gli ululati da Curva Sud si sprecano, no, qui a Roma, non possiamo essere da meno, e urla infuocate e battiti ossessivi accolgono le note furenti di “Wheels Of Steel”, di “Heavy Metal Thunder” e di “Denim And Leather”, veri classici dei primi Saxon anni Ottanta, brani che rendono felici sia la prima che la seconda generazione di hard rockers, idealmente a braccetto in una serata calda e imponente per uomini veri, che non inseguono mode, che se ne fregano delle nuove tendenze, ma si eccitano al richiamo selvaggio dei rintocchi metallici provenienti dalla foresta urbana in cui viviamo! A presto, Biff, never surrender!!!
Articolo del
18/04/2007 -
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