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Marco Notari
Marco Notari. L'intervista
3/11/2006
di
Sara De Vido
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E’ nei negozi già da alcuni mesi l’album del giovane cantautore Marco Notari, “Oltre lo specchio” (Artes Record/Sony), prodotto da Giulio Casale. Prima di uno dei suoi numerosi concerti in giro per l’Italia, Notari ha raccontato del suo album e della band con cui condivide la vita on stage.
Perché hai intitolato il tuo album “Oltre lo specchio”?
“Ho scelto questo titolo, citando Lewis Carroll, perché mi sembra una buona sintesi di tutte le tematiche che vengono trattate nell’album. Così, visto che tutto il disco è una presa di coscienza di quanto sia difficile oggi riscoprire ed esprimere il nostro essere, visto che le cose al di qua dello specchio non vanno propriamente bene, questo titolo rappresenta un invito a seguire la nostra vera natura oltre le regole e le convenzioni che ci vengono imposte”.
L’album si colloca tra il rock e la canzone d’autore: come riesci a conciliare i due aspetti?
“Io scrivo le canzoni con la chitarra o il pianoforte, quindi la base è cantautorale. In fase di arrangiamento lavoriamo come una band (i Madam) e ciò colora le canzoni di tinte più rock”.
Delle tue canzoni colpiscono i testi poetici. Cosa vuoi esprimere?
“Ninfee è stata scelta come primo singolo perché mi sembrava racchiudesse le tematiche del disco a livello di contenuti. Da un lato c’è l’accostamento dell’essere umano ad un fiore, qualcosa di molto fragile ma allo stesso tempo bellissimo, dall’altro la difficoltà di riscoprirsi per ciò che si è e la sensazione di essere in qualche modo separati da se stessi. C’è poi "Automi", in cui è la società a parlare, una società che sembra volerci privare di ogni autonomia decisionale fino a renderci meccanici”.
Sei legato in particolare a qualche pezzo dell’album?
“A due soprattutto. Il primo è "Lamento d’Inverno", brano che ho scritto in un momento molto difficile della mia vita. Poi c’è "Vertigini", scritto per una persona che ancora non esisteva, che dopo poco è arrivata nella mia vita. Mi è sembrato di averla creata io attraverso la canzone”.
In concerto ti presenti con la tua band, i Madam. Com’è il vostro spettacolo? “Il nostro è uno spettacolo di musica rock… Il set è composto da tre chitarre, basso e batteria, più loop elettronico e una postazione col Fender Rhodes, un piano elettrico con un suono di cui sono innamorato. Eseguiamo i brani del disco, qualche inedito e le cover di "Just" dei Radiohead e "Happiness is a Warm Gun" dei Beatles, un brano geniale di John Lennon del 1968”.
Articolo del
02/11/2006 -
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