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Spirit
Spirit: tra plagio e tributo
15/06/2004
di
Omar K
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Può il tuo lettore Cd trasformarsi nella macchina del tempo riportandoti quasi 40 anni indietro? O forse è l’inverso, qualcuno 40 anni fa ha viaggiato in avanti nel tempo? Due uscite degli ultimi tempi rievocano le emozioni di una cult-band dei tardi anni ’60: gli Spirit di Randy California. Il refrain di “Feel good time” di Pink ricalca pari pari “Fresh garbage” del 1° album della band californiana mentre l’hit single ”Where are we running” di Lenny Kravitz ricorda molto un pezzo contenuto nel 1° album solista di Randy California: “Downer”. Tutto ciò mi pare un ottimo spunto per andare a rispolverare qualcosa accantonato nei più polverosi scaffali dei negozi di dischi. Gli Spirit, un eterogeneo quintetto per formazione musicale (il batterista Ed Cassidy e il tastierista John Locke possedevano un forte background jazz, il vocalist Jay Ferguson ed il bassista Mark Andes provenivano da esperienze bluegrass e il chitarrista Randy California subì l’imprinting 14enne suonando con Jimi Hendrix), dove l’apporto compositivo dei vari componenti della band creò un inimitato sound capace di coniugare psichedelia, rock blues hendrixiano, variazioni jazzistiche e melodiche. -------------- Meraviglioso l’omonimo disco d’esordio (1968) con la famosa copertina delle 5 mezze facce forse simboleggiante la fusione di 5 diverse anime musicali. Soprendente è “Taurus” dove riconoscibilissimo è l’arpeggio iniziale che 3 anni dopo utilizzeranno i Led Zeppelin per “Stairway to Heaven” (nel 1968 l’allora emergente gruppo di Page e Plant fece da spalla al quintetto di Los Angeles). “The Family That Plays Together” (1969) mette in rilievo la maturazione della band e contiene la traascinante "I Got A Line On You", il pezzo di loro maggior successo. Particolare nel mixaggio e negli arrangiamenti la prima facciata: un unica suite in più movimenti (quando ancora non c’erano i CD...). “Clear” del 1970 è un po’ sottotono. Un album orientato all’hard-rock e più prevedibile anche se con qualche tocco di classe. Il capolavoro arriva nel 1971 con “The 12 Dreams Of Dr. Sardonicus”. Gli Spirit seguendo le tendenza dell’epoca realizzarono il loro concept album (tutti i pezzi legati da un unico filo conduttore musicale o narrativo). L’album miscela hard rock, pezzi acustici, canti e controcanti, falsetti, jazz rock, rhytm blues, sonorità lisergiche, arrangiamenti di archi e fiati. Quello che a parole potrebbe apparire barocco in realtà all’ascolto si rivela lieve, accattivante, imprevedibile e mai noioso. In poche parole: imperdibile ma ciononostante, come le precedenti, nemmeno quest’opera raggiunse vette commerciali sufficienti ed il gruppo si sciolse. Randy California pubblicò come solista nel 1972 “Kapt. Kopter & The (Fabulous) Twirly Birds” ingiustamente poco celebrato dalla critica. La struttura è la classica chitarra, basso,batteria alla Jimi Hendrix. Persino nel cantato California ne ricalca le tonalità. Tra le chicche 2 cover suonate come i Beatles non sarebbero mai riusciti a suonare ("Day Tripper" e "Rain") e l’improbabile "Mother’s & Child’s Reunion" di Simon & Garfunkel.
Articolo del
15/06/2004 -
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