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Ogni tanto succede che la band che apre la serata susciti maggiore interesse e maggiore presenza di pubblico rispetto agli headliners. E’ accaduto questa sera, ed è stata una lieta sorpresa, per merito dei Tu Fawning, un collettivo musicale americano originario di Portland, nell’Oregon, e composto da Joe Haege, chitarrista e compositore, da Corrina Repp, la vocalist del gruppo, da Toussaint Perrault, alla tromba e alla batteria e da Liza Rietz, alle tastiere e al violino. I quattro musicisti sono molti affiatati, sono tutti polistrumentisti e hanno dato vita ad un live act semplicemente sorprendente, grazie ad una performance davvero insolita a metà strada fra il cabaret nero di una Berlino anni Trenta e una session sperimentale, in perfetto stile Tuxedo Moon o anche ultima versione di My Brightest Diamond.
La band presenta dal vivo A Monument, il suo secondo lavoro, pubblicato due settimane fa anche in Italia, ma non mancano le citazioni da Hearts On Hold il debut album, il disco che li ha fatti conoscere appena due anni fa. Protagonista assoluta sul palco è Corrina Repp, perfetta frontwoman che si alterna alla chitarra elettrica e alla batteria, senza mai smettere di dare il massimo alla voce. L’energia dei Tu Fawning è disarmante e contagiosa: percussioni aggressive, quasi di origine tribale, accompagnano la sezione vocale, sulla quale si alternano - e in qualche occasione si sovrappongono - interventi di tromba, violino e chitarra elettrica. Un ensemble di alta caratura, che ci propone un post-rock di avanguardia di ottimo livello, caratterizzato dall’esecuzioni di brani come Anchor, Blood Stains, Hand Grenade e Multiply A House. Cinquanta minuti di musica saggia e furente, niente affatto semplice ma di grande impatto, che ricorda mille cose che abbiamo ascoltato in passato, ma nessuna in particolare. L’impatto musicale è così noir e decadente che farebbe invidia a Tom Waits, le canzoni sono piuttosto lunghe e dotate di un crescendo che attanaglia l’ascolto. L’ambientazione è decisamente più mitteleuropea che americana (non a caso i Tu Fawning hanno un forte seguito nella scena indie tedesca) ma, in ogni caso, la performance a cui abbiamo assistito è stata davvero fulminante!
Scambio due parole con Liza Rietz dopo il concerto; sono molto contenti dell’accoglienza ricevuta, perché è la prima volta che si esibiscono dal vivo in Italia, e promettono di tornare a settembre. Dopo il cambio palco entrano in scena gli High Places, un duo di musica elettronica composto da Mary Pearson e da Rob Barber, due polistrumentisti di talento, originari di Brooklyn, New York, ma che da tempo si sono trasferiti a Los Angeles. California. La band è attiva dal 2006 come High Places e ci offre dal vivo un breve saggio di un elettronica dark, costellata di un tappeto percussivo cupo e insistente. E’ musica densa e carica di tensione supportata da immagine floreali che - adeguatamente modificate nelle forme e nei colori - fanno da sfondo al fluire dei suoni, in gran parte contenuti su Original Colors, album pubblicato alla fine del 2011. Al di sopra della media il synth-pop di The Pull, che si avvale di una sezione vocale onirica e avvolgente, e Sonora, un brano a forte carattere visuale, ultimo singolo/video tratto dal disco.
Purtroppo il concerto degli High Places non si è avvalso della stessa cornice di pubblico che si era radunata per il live set dei Tu Fawning, ma la proposta musicale del quartetto di Portland si è rivelato di certo più indovinata e più originale. Difficile dare torto a quanti hanno preferito prendere una boccata d’aria in giardino o tornare a casa.
(La foto di Lisa Rietz al Circolo degli Artisti è di Giancarlo De Chirico)
Articolo del
25/05/2012 -
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