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Siamo al Velvet di Rimini circondati da quintali di pvc, capelli finti, tacchi alti e culi di fuori. A giudicare dal volume del pubblico in sala possiamo affermare con sicurezza che Andy La Plegua, già Icon Of Coil, ha acquistato una grande fetta di pubblico con il suo progetto Combichrist dopo il suo tour con i Rammstein.
Quello che ci propone stasera è uno spettacolo al limite tra lo strobo show e le ombre cinesi. Due batterie sul palco, una consolle per le tastiere e lui, bellissimo e fatale come sempre. Gli anni passano ma effettivamente Andy non sembra invecchiare, sarà una caratteristica dei norvegesi, e anche le energie di certo non gli mancano. Aprono il concerto con Just Like Me, i suoni di Combichrist sono quelli dell'electro dark con piccole parti ispirate all'industrial, anche se questo suo ultimo progetto ci risulta molto più 'tranquillo' rispetto ai suoi lavori passati sotto questa firma, che sicuramente spiccavano meglio per originalità. I suoi tre compagni, oltre a suonare, compongono la scenografia dello spettacolo; ombre dietro a un muro di fumo e luci, si muovono convulse, assumono posizioni bestiali e si comportano ritmicamente in sincrono, facendo da vero e proprio telone di fondo ad Andy che saltella avanti e indietro sul palco, incita il pubblico e urla a ripetizione vari ed eventuali fuck you, fuck qualcos'altro e così via. Ovviamente Electrohead, Death Beat, Slave To Machine and Fuckinmachine sono i brani che questa sera hanno eccitato il pubblico in sala, anche se su Fuckingmachine riusciamo chiaramente a comprendere la visione che la band ha dell'essere femminile, se non fosse per quel verso “you're so fucking (ebbene si) beautiful”, forse qualcuno si sarebbe potuto offendere; certo è che alle donne sembra non interessare questa visione utilitaristica del corpo femminile da parte dell'unicorno. Perchè unicorno? A quanto pare Andy e la sua band amano questo animale fantastico, tanto da averne una riproduzione in peluche sulla batteria a fare, anche lui, il lavoro sporco di background. Comunque, evidentemente, al pubblico quello che Andy trasmette con le sue parole non ha molto importanza, perché è solo il beat a farla da padrone, le danze non si fermano mai e la gente è sempre più eccitata, tanto che Combichrist ci concede ben 4 encore, di cui gli ultimi tre sono veramente originali nei loro testi anche solo a dedurlo dai loro titoli Fuck That Shit, This Shit Will Fuck You Up e What The Fuck Is Wrong With You, di certo a Andy l'originalità non gli manca proprio!
Alla fine dello show possiamo dire che il pubblico ha avuto da Combichrist ciò che voleva e tutti i vari insulti sono stati veicolati da ognuno verso il proprio odio personale. Ci aspettavamo qualcosa di più da questo spettacolo ma, in fondo, non ci possiamo lamentare, poteva andarci peggio e trovarci in una vicina discoteca dove non altri che Rubi Rubacuori, in questa notte gelida, presentava (ebbene sì!) il suo primo ghost-libro! Ci teniamo molto volentieri i Combichrist, La Plegua e tutti i fuck di rito.
SETLIST:
Intro/Just Like Me Follow The Trail Of Blood Rain Of Blood Electrohead Throat Full Of Glass Death Beat Slave To The Machine Fuckingmachine Blut Royale Fuck That Shit This Shit Will Fuck You Up What The Fuck Is Wrong With You
Articolo del
31/01/2011 -
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