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Subito dopo Natale il pubblico delle grandi occasioni si presenta all’Auditorium Parco della Musica, nelle prime poltroncine una Stefania Sandrelli visibilmente emozionata è in attesa insieme ad altre facce note del cinema.
Pochi minuti dopo le 21 Paoli si presenta sul palco, di fronte a sé ci sono almeno cinque generazioni e caste sociali diverse. La formazione, ridotta ed essenziale, vede Danilo Rea, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto. Il concerto inizia con uno swing, la voce di Gino, col passar degli anni, assomiglia sempre più ad un Barolo invecchiato bene; la timbrica, calda ed incisiva, è piena di sfumature e colori nuovi. A volte il nostro singer sembra non essere a suo agio nei complicati incastri ritmici, le parti sincopate e secche lo mettono in difficoltà in almeno tre passaggi. Ma è ben poca cosa per Paoli che, dall’alto della sua esperienza, si rifarà piu avanti, nelle parti mid-tempo dove si conferma maestro indiscusso. Questo progetto sperimentale lascia i musicisti liberi di arricchire e modificare il dna delle canzoni componendo una melodia a testa che Paoli completerà con testi inediti. Il concerto, ripreso in presa diretta in tutte e tre le date, darà vita a un disco live inaugurando per l’occasione il Recording Studio del Parco della Musica. Dopo una serie di cover, subissate di applausi scroscianti, arrivano i classici che vanno da La gatta, a Sapore di sale senza dimenticare Senza fine. Le grandi parti strumentali vivono d’improvvisazioni mai sterili, come può accadere in questi frangenti, ma creative e di grande coinvolgimento emotivo. Gatto, alla batteria, si arrampica ovunque suonando prima con le mani, poi con le spazzole e le bacchette picchiate sulle aste del microfono. Nessun veto alla fantasia, tutto viene eseguito all’interno dei brani valorizzandoli ed esaltandone la semplice grandezza compositiva.
Il concerto tira dritto per un’ora e mezza senza interruzioni, gli encore sigillano questa serata indimenticabile con le note di Questa lunga storia d’amore e Il cielo in una stanza. L’incontro tra generi diversi viene unito in questa sala, il jazz e la musica d’autore si fondono armoniosamente in una serata che non sarà facile da dimenticare.
Articolo del
02/01/2011 -
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