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Punto di incontro fra elementi alieni e terreni, raccordo musicale fra l’infinito spazio e una condizione umana fatta di rituali ancestrali finalizzati a combattere la quotidianità e le sue paure, questo è Martian VooDoo album del duo Scemodiguerra uscito il 22 maggio 2026.
Sicuramente il disco marca una netta evoluzione per questa interessante formazione musicale composta da Luca Peverelli (voce, chitarra acustica) ed Elia Mazzoletti (chitarre, basso, batteria, synth), proveniente dalle montagne della Valtellina.
Dopo quattro anni dalla formazione del progetto, partito da un microcosmo confidenziale e prettamente acustico, adesso il duo artistico vira verso un folk-rock importante e genuino, a tratti più appartenente al cantautorato surreale, come nel pezzo “Se io morissi in autostrada” dove la parte musicale diviene un vettore sul quale adagiare la narrazione.
Rispetto al passato il sound risulta più ruvido, comunque molto focalizzato, ottenendo così il risultato di unire la tradizione del cantautorato folk italiano con sonorità ben più dense, arrivando alla creazione di una atmosfera cangiante costituita da scenari oscillanti tra la provincia lombarda e un altrove immaginario.
Mentre la traccia di apertura, “Orione”, dopo l’inizio a cappella presenta una struttura di accordi ripetuti in stile folk-rock sulla quale si innestano suoni ossessivi di synth, facendola divenire la litania perfetta per illustrare il tema dell’individuo che deve adattarsi alla società omologante, il brano successivo “Baciami comunque”, cambia totalmente stile.
Pezzo malinconico che narra dell’incolmabile distanza fra due persone che non riescono più a trovarsi altro che con parole sbagliate, con un inserimento magistrale della fisarmonica.
Uno dei brani più energici dell’album risulta essere “Mastino”, uno dei due singoli che aveva anticipato l’intero album: rabbioso ma contenuto, ben esprime un sentimento represso che trasforma la preda in predatore.
Il collegamento al titolo dell’album (“Martian VooDoo”) è fornito in modo abbastanza diretto dal brano “La casa”, con il suo testo fra macabro e surreale, che parla appunto di riti voodoo. Pezzo molto ben arrangiato e che a tratti, per lo stile, ricorda alcuni pezzi di De André, con una parte musicale che fa da corollario a una lirica forte e profonda.
L’armonia ondeggiante della ballad in tre quarti “Scimmia Malcontenta nello Spazio Profondo” e l’accompagnamento determinante e caratteristico, con l’uso della settima e della quinta, in “Laika” dimostrano che questo duo è in grado di spaziare molto bene fra varie tipologie musicali, utilizzando sempre le più consone con riferimento al test.
L’album è chiuso dal pezzo “Mi libererai”, un vero canto di liberazione, di speranza nel futuro, che ispira allegria trasmettendo contemporaneamente all’ascoltatore in modo forte il concetto che il bene comunque vince sempre sul male.
Un album di buona musica italiana, ben registrata e mixata, che niente ha da invidiare a più blasonati prodotti musicali stranieri, e con il quale il duo Scemodiguerra regala all’ascoltatore istantanee di frammenti di vita fra il reale e l’immaginario.
TRACKLIST 1. Orione 2. Baciami Comunque 3. Mastino 4. Se io morissi in autostrada 5. Fiat 127 6. Captain Harlock 7. La casa 8. Laika 9. Scimmia Malcontenta nello Spazio Profondo 10. Mi libererai
Articolo del
27/06/2026 -
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