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Il dramma del precariato esistenziale è l’argomento principale del nuovo EP Cosa resterà di me dei Keruak, uscito a maggio 2026, un dramma declinato in cinque sfumature, ognuna corrispondente a una delle cinque tracce del loro lavoro.
Dalle radici fragili alle partenze forzate, il tutto pervaso da un’ansia da prestazione di una generazione costretta a muoversi per sopravvivere, ma anche dal peso del presente, Cosa resterà di me fotografa così senza filtri la complessa ricerca identitaria dei giovani d'oggi, stretti tra l'obbligo sociale del successo e il dolore dello sradicamento.
Profondamente lontano dal cliché del viaggio come romantica avventura, il lavoro dei Keruak esplora il lato oscuro della mobilità moderna, che in questo non si differenzia da quella del passato, certo meno mascherata: trasferirsi come imperativo economico e non come scelta.
L'EP diventa così il manifesto di chi è costretto a salutare affetti, case e cerchie di amici per inseguire una carriera o un futuro possibile che spesso non raggiungerà.
Il progetto ha preso vita sotto l'egida del Firenze Suona Contest, prestigioso trampolino di lancio nazionale per talenti emergenti.
La vittoria del concorso ha infatti spalancato ai Keruak le porte di uno storico studio di registrazione fiorentino, innescando anche un sodalizio tra la band e la kermesse, che si è consolidato a tal punto da vedere la frontwoman del gruppo, Ginevra Marchesi, nel nuovo ruolo di presentatrice ufficiale del festival.
Il tema principale di “Cosa resterà di me” è affrontato sotto vari punti di vista, articolando così un vero e proprio viaggio emotivo in cinque tappe e dove ogni traccia affronta un momento specifico della separazione.
Nei brani è sempre presente, in modo trasversale, il tema del disagio esistenziale, talvolta con riferimento al rapporto di coppia.
Mentre il brano iniziale “Se vado via”, traccia più romantica dell’intero lavoro, è una riflessione personale e complessa sulla decisione di partire e sulle conseguenze di questa scelta, “Paranoia” giustifica questa volontà con l’espressione di un senso di oppressione giunto al parossismo.
“L’aria che mi levi”, è un pezzo che dopo una intro sommessa si muove in modo molto dinamico, entrando in merito all’influenza, sulla decisione di partire, di un rapporto di coppia asimmetrico, dove emerge un senso di colpa (“...Cambiami, tanto è colpa mia // tra le tue luci mi spengo // col fiato che mi manca e tu...”) che in realtà è il discrimine per arrivare a decidere se partire o rimanere.
Riflessione sulle complesse dinamiche di un amore a distanza, “Passo veloce”, ma anche ripensamento sul rapporto con il mondo circostante e sulla possibilità di isolarsi con ritmi diversi da quelli che la società impone (“Cercare insieme, un treno per dove // siamo due fra tanti, tra mille persone // ... stanchi di correre, // andare più lenti a passo veloce ...”).
Si tratta di un brano dove il timbro vocale vibrante della cantante risalta alla perfezione grazie al ben congegnato rapporto fra voce e parti strumentali.
Chiude l’EP il pezzo “Non mi basta”, tangibile e consapevole espressione della possibilità di voltare pagina nel quale comunque torna ancora il tema del blocco emotivo generato da un senso di inadeguatezza (“... Non chiedermi l'amore che non so dare a me // Non chiedermi di amarti non so farlo con me // ... e mi perdo, spesso e non mi basta ...”).
Sicuramente con il nuovo EP Cosa resterà di me, i Keruak, esplorando il disagio dello sradicamento forzato ma anche delle complesse dinamiche emotive sottostanti, firmano così il manifesto musicale di una gioventù alla ricerca non facile della propria identità.
TRACKLIST 1. Se vado via 2. Paranoia 3. L’aria che mi levi 4. Passo veloce 5. Non mi basta
Articolo del
26/06/2026 -
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