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Gli Even More Vast erano noti alla scena come Even Vast, prima che, in quest’ultima uscita discografica, si aggiungesse il “more”. Il loro nuovo e quarto disco, è presentato come una produzione di un certo livello, infatti “Would You Believe?” segue una lunga storia di successi di questa band, che già era entrata in contatto con la realtà statunitense, firmando per la label Renaissance, e successivamente, per la Pandaimonium che fa da snodo per questa nuova uscita anche sul mercato italiano. Dalla prima traccia si comprende chiaramente che siamo in ambito dark-wave, molto decadente, molto ‘lacrimoso’ e sofferto. I synth si azzuffano con le chitarre elettriche, che hanno linee a volte in stile rock, altre più wave, e, su tutto, predomina la voce di Antonietta Scilipoti, che fa un po’ da cardine a una produzione che ci sembra a volte dissonante e ‘stonata’, altre più ‘distratta’ e sognante. Quello che non si capisce è come, una band che calca la scena da 10 anni, e non solo quella italiana, ma quella internazionale, non convinca appieno lungo tutto l’arco dell’ascolto del disco. Ci si chiede se i volumi siano volutamente così ‘strambi’ in questo album, e se le ‘stonature’ armoniche e melodiche, per quanto tipiche del genere in questione, siano volute o meno; non si capisce bene se siamo in scala tonale oppure se, in realtà, il richiamo è a una musica atonale o, come diceva Schönberg, qui si tratta di pantonalità. Sorgono vari quesiti su alcune scelte del disco, anche nella cover di “Love Will Tears Us Apart” dei Joy Division, pare che la band non riesca proprio a reggere il confronto con l’originale. Forse il titolo ‘”Would You Believe?” sta proprio a voler significare tutto questo? Si consiglia questo album agli amanti del genere, che vogliono conoscere una proposta musicale che, comunque, è partorita da menti italiane, e che, nel suo tòpos musicale, nasce e cresce come realtà di nicchia.
Articolo del
09/02/2010 -
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