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"Fluttarn", seconda prova sulla lunga distanza dei C+C=Maxigross, è senza dubbio uno di questi: un manifesto di libertà sonora che, a dieci anni dalla sua nascita, viene celebrato con una riedizione speciale curata da Trovarobato.
Esistono opere musicali che non si limitano a segnare una carriera, ma definiscono un’epoca. "Fluttarn", seconda prova sulla lunga distanza dei C+C=Maxigross, è senza dubbio uno di questi: un manifesto di libertà sonora che, a dieci anni dalla sua nascita, viene celebrato con una riedizione speciale curata da Trovarobato.
La parabola dei C+C=Maxigross se si vuole è una delle più affascinanti dell'indie italiano.
Gruppo nato quasi per gioco nel 2008 tra i boschi e le nebbie della Lessinia, la band ha saputo trasformare l'approccio lo-fi e conviviale delle prime registrazioni in un linguaggio universale.
Dopo gli esordi, intrisi di un folk bucolico e cameratesco, con “Fluttarn” la band aveva spinto l'acceleratore verso una psichedelia espansa, capace di guardare ben oltre i confini nazionali.
L’attitudine cosmopolita non era passata inosservata, tant’è che nel 2016, i C+C=Maxigross erano stati la prima band italiana a entrare nel cartellone ufficiale del Primavera Sound, prestigioso festival di Barcellona, insieme a giganti come Radiohead, PJ Harvey e Tame Impala.
Molte le connessioni internazionali che hanno prodotto il sound che oggi si può ascoltare, e fra i vari contributi vanno ricordati quelli di Marco Fasolo, Martin Hagfors, e Miles Cooper Seaton, che hanno portato a permeare l’album di un senso di misticismo e sperimentazione tipico dell'avanguardia americana.
Alcuni brani dell’album risultano rimarchevoli, fra questi “An Afternoon with Paul”, sorta di salotto cosmico musicale dove il folk incontra l’ambient e il minimalismo si trasforma in estasi, ricordando la psichedelia pastorale dei primi Pink Floyd.
“Jesus Christ Super Prog”, lungo oltre otto minuti, traccia inedita e aggiunta appunto per la riedizione dell’album, risulta essere il compendio di tutto ciò che rende unico il collettivo veronese, a partire dall’anima prog.
Il brano è una suite in continua evoluzione, un flusso di coscienza musicale, fra l’altro omaggio al musical Andrew Lloyd Webber, che inizia con un folk acustico e sognante per poi stratificarsi con synth analogici, percussioni tribali e fiati riverberati, andando quindi a un rito collettivo, con le voci che si intrecciano in armonie che trasformano il pezzo in una sorta di preghiera laica e gioiosa.
La riedizione di “Fluttarn”, a dieci anni dalla sua uscita, è il riconoscimento dovuto un’opera che ha tracciato una rotta per molti artisti a venire e non solo il racconto di un gruppo di amici che ha sognato in grande senza mai dimenticare le proprie radici.
Non un semplice atto di nostalgia, ma la dimostrazione che nel cuore della musica psych-folk mondiale c’è un pezzo importante di folk italiano
TRACKLIST 1. You Won't Wait at the Arrival 2. Born into It 3. Bruce Skate (3:17/4:55) 4. Every Time I Listen to the Stones 5. Let It Go 6. All That I've Done to Be so Lonely 7. Est 1973 8. An Afternoon with Paul 9. Moon Boots 10. Rather Than Saint Valentine's Day Part III 11. Jesus Christ Super Prog 12. Cream Crimson 13. Maracuja 14. 31D
Articolo del
03/03/2026 -
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