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Il multilinguismo è il denominatore comune del decimo album di Lucas Santtana, “Brasiliano” vero e proprio progetto che ribadisce l’importanza della lingua come identità culturale.
Cantato in otto lingue diverse l’album, che esce oggi 27 febbraio 2026 per l’etichetta NØ FØRMAT!, non è una semplice raccolta di brani ma un vero e proprio omaggio alla lingua, considerata entità viva e, come l’artista stesso dice nel pezzo “Stradi di tempo”, mutante e profondamente politica.
Lo spunto per l’album deriva da una riflessione tanto amara quando necessaria: ogni due settimane una lingua scompare, portando via con sé tradizioni e saperi millenari.
Lucas Santtana ci ricorda così che le lingue non nascono nei laboratori accademici, ma in modo spontaneo, sulle strade del mondo, grazie anche agli attriti e gli abbracci fra culture diverse che necessitano di un terreno comune per comunicare.
In un certo senso in “Brasiliano” si legge un interessante parallelo tra la nascita delle lingue romanze e la genesi della lingua parlata in Brasile, a torto definita in modo semplicistico, “portoghese”, quasi fosse un semplice derivato del colonialismo.
Il multilinguismo di “Brasiliano” prende così vita attraverso una fitta rete di ospiti che intrecciano dialetti, idiomi e ritmi, rendendo l’album un vero e proprio capolavoro culturale.
Si passa dalle icone brasiliane Gilberto Gil, Chico César, Flavia Coelho, Rachel Reis e i Paralamas do Sucesso alle voci europee e africane, come il rapper francese Oxmo Puccino, il duo occitano Cocanha, l'italiano Dimartino, il talento italo-britannico Piers Faccini, la cantante della Guinea Bissau Karyna Gomes e la poetessa galiziana Maria Lado.
Fondamentale il contributo della cantante tupy-guarani Tainara Takua che testimonia l’identità indigena, contribuendo così a concludere un’alchimia sonora unica, possibile grazie anche ai ritmi eterogenei, spesso udibili a livello dello stesso pezzo.
La stratificazione sonora delle undici tracce dell’album rispecchia la varietà linguistica dei testi, mentre il cuore del progetto è sintetizzato dal testo della canzone “Liga”, dopo una introduzione davvero caratteristica: ascoltare la propria lingua significa riconoscere il proprio popolo e fare in modo che la storia non venga nuovamente cancellata.
Spiccano, su tutti, alcuni brani.
In “Dans le Sud”, pezzo a cavallo fra acustico ed elettronico, le sonorità elettroniche rimangono di contorno lasciando all’acustico la gestione della struttura, mentre le parole in francese donano al pezzo una particolare e impensabile delicatezza.
Le poche battute in stile dub, per poi passare a un ritmo sudamericano, in “Cuando mi lengua”, denotano la mirabile capacità di Lucas Santtana di evitare il caos musicale nonostante la complessità dei livelli all’interno dello stesso pezzo.
In questo senso le pulsazioni che richiamano sia la tradizione brasiliana che una modernità elettronica discreta, si combinano con le voci intrecciate in polifonie che ricordano i canti popolari antichi, quasi a sottolineare che la lingua è prima di tutto vibrazione e suono, e solo dopo significato derivante dalle parole.
“Que Seja Um Reggae” è un reggae delicato, davvero particolare, dove il canto viene trasfuso sul ritmo, con interessanti modulazioni da modo maggiore a modo minore, e sonorità molto aperte, ben diverso da “Indipendencia” piacevole, allegro, architettato con cambi di ritmo congegnati perfettamente, quasi ballabile.
Con il suo lavoro, Lucas Santtana non si limita certo a comporre melodie basate sui testi: usa la musica come strumento di rivendicazione identitaria, celebrando la bellezza delle radici linguistiche romanze con uno sguardo al futuro. Da ascoltare
TRACKLIST 1. A história da nossa língua 2. Linguas Gerais 3. Liga 4. Stradi di tempo 5. Dans le Sud 6. Cuando Mi Lengua 7. Ver Meu Povo Se Abraçar 8. Eu Ainda Te Amo 9. Battre Des Ailes 10. Que Seja Um Reggae 11. Independencia
Articolo del
27/02/2026 -
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