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Gli Under Smoking Doors sono un quintetto torinese attivo dal 2004 e ben inseriti nel variopinto panorama underground torinese. La registrazione di un primo EP nel 2007 gli spiana la strada per aprire i concerti di artisti molto diversi tra loro come Marlene Kuntz, Melody Fall e Eugenio Finardi. In questo primo full-length, ”One Minute Underground”, prodotto da Andrea Fusini per la Myphonic Records, definiscono in maniera più netta l’appartenenza al moderno (e modaiolo) correntone “born in the USA”, in cui vengono convogliate un po’ tutte le derivazioni più recenti del rock, dal post grunge al crossover, dallo screamo al nu metal. Il sound degli Under Smoking Doors è aggressivo ma cesellato, e la pronuncia inglese, bestia nerissima di molti nostri rockettari anglofili, è stata ben addomesticata dai vocalist Luca Scaccia e Andrea Fusini. Contesto generale, artwork e testi tradiscono la militanza nella nutrita legione dei disillusi cantori postmoderni di una Torino fredda, straniante, una sorte di Milano meno cosmopolita e quindi ancor più desolante. Per il resto, gli USD suonano straordinariamente americani nello stile e nelle influenze. Piaceranno? Sissignori, piaceranno eccome, e ne siamo felici perché non hanno assolutamente niente da invidiare ai vari Linkin Park, Evanescence e via dicendo. Magari i riffoni ad effetto assicurato e l’approccio molto, molto melodico li confineranno un po’ al pubblico dei teenagers che iniziano ad avvicinarsi al rock e cercano musica digeribile, ma neanche del tutto commerciale; non è escluso, anzi, che divengano bersaglio dell’ostilità dei talebani del rock vero, o del metal. A chi invece è di mentalità più aperta, segnaliamo la novantiana ”Love Therapy, Broken Fingers” in cui emerge l’impostazione alla Linkin Park, con le backing vocals, ”Burning”, episodio urlato con rabbia e molto riuscito, la ballatona acustica ”Insignificant Others” e Black Label Revolution”, molto vicina all’alternative rock un po’ più soft. Bene per i giovanissimi, astenersi thrash metallers della vecchia scuola.
Articolo del
20/10/2010 -
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