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Non nostalgia, ma "corto circuito" emotivo quello scatenato da Uscivamo molto la notte, documentario in proiezione a Firenze al cinema La Compagnia e che ha riscosso grande successo di pubblico.
Diretto da Stefano Pistolini e nato da un’idea condivisa con Bruno Casini, questo lavoro artistico ha travolto il pubblico fiorentino, costringendo il cinema La Compagnia a una maratona di proiezioni straordinarie, prorogate fino al 21 gennaio 2026.
Nato sotto l'ala del Festival dei Popoli 66 il documentario ha placato in qualche modo la brama di chi voleva rivivere, o scoprire per la prima volta, una stagione che può essere ben definita irripetibile, regalando allo spettatore ben più che un racconto, un flusso di coscienza collettivo.
"Uscivamo molto la notte" infatti non è un semplice documentario didascalico.
Come spiegato dallo stesso Pistolini, l'opera adotta il flusso come chiave narrativa: un fiume in piena di immagini d’archivio, luci stroboscopiche e suoni distorti che investono lo spettatore.
In questo modo il documentario riesce molto bene a restituire quel "fuoco effimero" di una Firenze che, tra il 1980 e il 1989, divenne la capitale europea del nuovo rinascimento rock e dell'avanguardia, non solo musicale.
Mentre il resto d'Italia guardava ancora al passato, a Firenze nascevano i Litfiba e i Diaframma, il teatro si faceva distopico con i Magazzini Criminali e la notte non era solamente divertimento, ma anche laboratorio artistico e politico a cielo aperto.
Al centro di questo turbine c’era lui, Bruno Casini, definito da Pistolini il vero kingmaker della scena, architetto a tratti invisibile e geniale connettore di eventi e performance.
Organizzatore culturale, saggista e instancabile esploratore delle culture giovanili, Bruno Casini non si limitava a osservare: costruiva connessioni tra musica e arti visive.
Primo manager dei Litfiba, fondatore della storica rivista Westuff e direttore del Florence Queer Festival, Casini ha incarnato lo spirito di chi sapeva come trasformare la provincia in una metropoli internazionale.
Nel documentario, la voce di Bruno Casini non è solamente quella di un testimone, ma quella di un Virgilio che cucendo insieme i ricordi di icone come Piero Pelù, Sandro Lombardi e Federico Fiumani così come di eventi e happening, consente allo spettatore di ammirare la trasformazione della Firenze degli anni ’80: da pura città rinascimentale a culla della New Wave, del design radicale e del video-teatro.
Fra materiali inediti e interviste intime Uscivamo molto la notte ha ricordato allo spettatore che quella stagione non fu solo una festa, ma l’espressione vitale e potente di qualcosa che da allora avrebbe profondamente cambiato la scena artistica fiorentina e non solo
Articolo del
21/01/2026 -
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