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L'estate a Porto Recanati sembra non finire mai, la ricca stagione si arricchisce di un nuovo evento, organizzato dall'associazione Futura unisce in collaborazione con il comune.
È la volta dei Nomadi (che recuperano la data del 21 luglio, rinviata per maltempo), la band di Novellara con sessantatre anni di carriera, la più longeva in Italia, che ha saputo attraversare momenti sicuramente non facili sempre con coerenza e semplicità. Beppe Carletti (che ha spento da poco ottanta candeline) è in ottima forma, tiene saldo il timone insieme a Yuri Cilloni (voce), Massimo Vecchi (voce e basso), Cico Falzone (chitarra), Sergio Reggioli (violino, chitarra acustica, percussioni) e Domenico Inguaggiato (batteria). Il palco si presenta sobrio, però ben illuminato, con dei ledwall che amplificano le canzoni attraverso immagini suggestive.
Sulle note di "Give peace a chance" del grande John Lennon, la band entra in scena, sventolando una bandiera della pace. Si inizia con l'attualissima "Contro" ("Contro i fucili, carri armati e bombe, contro le giunte militari, le tombe, contro il cielo che ormai è pieno di tanti ordigni nucleari, contro tutti i capi al potere che non sono ignari.. Contro il razzismo sudafricano, contro la destra del governo israeliano") seguita da "Noi non ci saremo" del maestro Guccini, "Gli aironi neri", "Marinaio di 20 anni", la sanremese "Dove si va", "La libertà di volare" e una una perla come "La coerenza" ( "E preferisco esser vinto contro il muro a torso nudo, che cantare la vittoria ben protetto da uno scudo e già"). Cilloni con la sua voce calda oramai è amato dal popolo nomade, Vecchi ha sempre grinta da vendere, Falzone irrobustisce il sound e scherza con il pubblico, Inguaggiato dietro le pelli colora con ottimo gusto.
Reggioli grande talento marchigiano, gioca in casa, si concede di interpretare l'evocativa "Mediterraneo", per l'occasione dedicata all'amico Giovanni Moriconi detto Nanni'. Carletti scende dalla sua postazione e con la fisarmonica accompagna "Frasi nel fuoco" e "La settima onda". Si rimane in un'atmosfera acustica con il capolavoro gucciniano "Il vecchio e il bambino" e la strumentale "Suoni" dove emerge il violino di Reggioli. Scorrono altri classici da "Un pugno di sabbia" a "Sangue al cuore", passando per "Tutto a posto" e "Ma che film la vita". Ma c'è anche spazio per canzoni più combat con il Cile di Allende in "Salvador", l'ambientalismo del sindacalista Mendes con "Ricordati di Chico", l'olocausto nell'immortale "Auschwitz". "Io voglio vivere" trascina l'arena, in "Un giorno insieme" Cilloni canta in mezzo alla gente, creando un bel momento.
Siamo al finale e come da tradizione non possono mancare "Canzone per un'amica", "Dio è morto" e ovviamente "Io vagabondo" cantata a squarciagola da tutta la platea. Due ore di concerto che hanno raccontato un pezzetto della storia d'Italia, attraverso canzoni invecchiate bene, ancora necessarie da cantare. Un live diretto, senza fronzoli, senza tecnologie, che arriva dritto al cuore e a fine serata si sente proprio la voglia di dire: "Grazie alle emozioni, a tutte le emozioni".
Scaletta
1 Contro 2 Noi non ci saremo 3 Gli aironi neri 4 Marinaio di 20 anni 5 Dove si va 6 La coerenza 7 La libertà di volare 8 Mediterraneo 9 Frasi nel fuoco 10 La settima onda 11 Il vecchio e il bambino 12 Suoni 13 Un pugno di sabbia 14 Tutto a posto 15 Ma che film è la vita 16 Salvador 17 Sangue al cuore 18 Ricordati di Chico 19 Auschwitz 20 Io voglio vivere 21 Un giorno insieme 22 Canzone per un'amica 23 Dio è morto 24 Io vagabondo
Articolo del
05/09/2026 -
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