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Subsonica si confermano una macchina da guerra live inscalfibile. Il concerto di ieri sera nella splendida cornice della Cavea dell'Auditorium – che per l'occasione ha sfiorato il tutto esaurito, mostrando una folla caldissima – è stato un viaggio temporale perfetto. In due ore abbondanti di show senza sosta, la band torinese è stata capace di unire l'elettronica degli esordi alle ultime produzioni, senza mai perdere un briciolo di quella potenza cinetica che la rende unica in Italia.
Il set parte alle 21:05. L'atmosfera si scalda subito con "Istantanee" e "Onde quadre ". Samuel saluta il pubblico con un caloroso "Bentornati nel 1996!", celebrando il traguardo dei 30 anni di carriera e ricordando l'epoca d'oro delle radio libere. La sequenza iniziale prosegue a ritmo serrato con "Radioestensioni", "Liberi tutti", "Depre" e "Aurora sogna".
Ma c'è spazio anche per le novità. La band confessa un desiderio realizzato: "Ci siamo regalati un disco di inediti, volevamo farlo da un po'", introducendo così il primo singolo del nuovo progetto "Radio Mogadiscio", per saltare di nuovo indietro con "Nuova ossessione" e poi in avanti con "Il centro della fiamma".
A questo punto i ritmi rallentano per un momento ad alta densità emotiva con "Lasciati", "Una canzone dolce per rifiatare, dedicata a quando una storia finisce. C'è malinconia, ma anche un enorme grazie per aver vissuto quell'amore". Subito dopo, Max Casacci prende la parola per una toccante dedica a Federica, vittima di violenza di genere. Il blocco si chiude con "Il tempo in me", sempre tratta dall’album Terre Rare, e “Nuvole rapide".
Il momento più politico della serata arriva con "Straniero". Max Casacci sale in cattedra con un discorso lucido e potente, citando una ragazza di Gaza che ha ispirato la canzone, e la drammatica situazione in Palestina:
"Non riconosciamo quello che altri Stati hanno già riconosciuto. L'Italia non cresce dai tempi di Berlusconi. C'è un parallelo evidente con gli anni '20 del secolo scorso, tra oscurantismo e populismo. Non ci si occupa delle emergenze vere di oggi come il genocidio, e i diritti e le conquiste sociali che vengono spazzate via insieme al diritto internazionale".
Le canzoni successive, "Ghibli" e "Grida", amplificano la tensione emotiva prima della scarica di adrenalina pura di "Veleno", "Disco Labirinto" e "Up Patriots to Arms". Durante lo show c'è spazio anche per vedere Samuel scendere sotto il palco a salutare il pubblico in prima fila mentre suona "Tutti i miei sbagli", e "Sole silenzioso" (dedicata con ironia agli opportunisti).
Verso la fine, mentre sul maxischermo appare il maestro Michelangelo Pistoletto che illustra il concetto della sua celebre opera, il "Terzo Paradiso" , un manifesto di equilibrio tra natura e artificio, questa viene posizionata su due cavalletti nella parte anteriore del palco, sulle note dell’omonimo pezzo della band.
Prima del gran finale con "Strade" e "Preso blu", Samuel si prende il tempo per i ringraziamenti collettivi, partendo dai compagni di palco, poi elogiando la macchina organizzativa: dai tecnici alle ragazze dello staff, da Live Nation al loro storico promoter Ivan, fino ai ragazzi del merchandising. Ma un grazie speciale va ai fan, che a detta del frontman "da trent’anni comprate tutti i nostri dischi, persino quelli strumentali e sperimentali".
Il sipario cala con una perla di ironia: Boosta presenta Samuel definendolo "l'uomo di cui tutti noi vorremmo essere l'armadio, solo per poterlo vedere ogni mattina".
È il congedo perfetto per una notte romana che ha fuso insieme musica, sudore e pensiero. I Subsonica lasciano la Cavea stanca ma felice, ballante e pensante, confermando che dopo trent'anni la loro "nuova ossessione" è rimasta la stessa di sempre: scuotere i corpi, accendere le menti e non smettere mai di guardare al futuro
(la foto è di Maria Grazia Umbro)
Scaletta 1. Istantanee 2. Onde quadre 3. Radioestensioni 4. Liberi tutti 5. Depre 6. Aurora sogna 7. Radio Mogadiscio 8. Nuova ossessione 9. Il centro della fiamma 10. Lasciati 11. Il Tempo in Me 12. Nuvole rapide 13. Straniero 14. Ghibli 15. Grida 16. Veleno 17. Discolabirinto 18. Up Patriots to Arms 19. Transumanesimo 20. Il diluvio 21. Il terzo paradiso 22. Tutti i miei sbagli 23. Strade 24. Preso blu
Articolo del
15/07/2026 -
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