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Uno show energetico e frizzante, che ha saputo mescolare sapientemente la carica ribelle del punk inglese di fine anni Settanta con certe melodie tipiche del “brit pop”.
Protagonista assoluto della serata Johnny Marr, chitarrista inglese che - insieme a Morrissey - è stato l’anima degli Smiths, leggendario gruppo di Manchester che lasciò il segno sulla scena pop rock britannica dal 1982 al 1987. Dopo di allora Johnny Marr diede vita a nuovi progetti come gli il ”vocalist” dei New Order. Successivamente ha dato inizio ad una lunga carriera solista, corredata da tante collaborazioni diverse e dalla pubblicazione di dischi sempre di buona fattura e molto godibili.
Questa sera si presenta sul palco della Cavea dell’Auditorium accompagnato da un terzetto collaudato ed affidabile, formato da James Doviak, alla chitarra ritmica, da Iwan Gronov, al basso, e da Jack Mitchell, alla batteria. Malgrado il fatto che Johnny abbia recentemente pubblicato un nuovo singolo, intitolato “It’s Time”, ed eseguito verso la fine della serata, oltre la metà del concerto è stata dedicata alle vecchie canzoni degli Smiths. Una scelta un po' strana, a dire il vero, considerato che lui ha un discreto repertorio come solista e che gli Smiths fu proprio lui a volerli sciogliere. Una ondata di nostalgia? Probabilmente è andata così, ma anche una soluzione indovinata che ha fatto ballare e cantare a squarciagola il folto pubblico presente. Certo, è stato davvero un piacere ascoltare nuovamente brani “storici” come “Stop Me If You Think You have Heard This One Before”, ”The Headmaster Ritual”, “How Soon Is Now’”, “Bigmouth Strikes Again”, “Please Please Please, Let Me Get What I Want” e la fantastica “There Is A Light That Never Goes Out” che si è riservato per il finale.
Un patrimonio veramente importante che non va dimenticato né disperso, ma che per esempio Morrissey, qui nello stesso posto, l’anno sorso, non ha inteso rispolverare. C’è stato spazio anche per una citazione a sorpresa, come quella di “Getting Away With It”, il noto singolo degli Electronic (che per un certo periodo fu in testa alle classifiche inglesi) e per la riproposta di “The Passenger” , la nota canzone di Iggy Pop, presente su “Lust For Life”, 1977, frutto della collaborazione Bowie/Pop a Berlino.
La serata è stata decisamente gradevole, ma anche molto eccitante, perché il “guitar work” di Johnny Marr sa essere quanto mai travolgente e sempre ficcante. Un raduno di vecchie glorie del post punk inglese dei primi anni Ottanta? Forse sì, c’era anche questo, ma ho fatto caso (con piacere) alla presenza di ragazzi che in quel periodo neanche erano nati e che questa serata se la sono goduta alla grande. L’energia del rock è paragonabile a quella Luce citata in quella canzone degli Smiths, una Luce che “non scompare mai”.
SET LIST
Generate! Generate! Panic (The Smiths song) Armatopia The Headmaster Ritual (The Smiths song) Spin Spirit Power and Soul This Charming Man (The Smiths song) Somewhere Hi Hello Please, Please, Please Let Me Get What I Want (The Smiths song) All in a Life It's Time Getting Away With It (Electronic song) Stop Me If You Think You've Heard This One Before (The Smiths song) Bigmouth Strikes Again (The Smiths song) Easy Money How Soon Is Now? (The Smiths song) Encore: The Passenger (Iggy Pop cover) There Is a Light That Never Goes Out (The Smiths song)
Articolo del
19/07/2026 -
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