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I Talk Talk sono stati qualcosa che va oltre una band e la popular music. Un paradosso vivente, un’anomalia meravigliosa nel cuore del sistema discografico. Difficili da catalogare, capaci di scalare le vette del pop di massa per poi smontarlo pezzo dopo pezzo, fino a ridurlo a pura astrazione. La loro musica è stata una sorta di ascesa verticale, dalle intuizioni synth-pop tra echi new wave e new romantic che hanno fatto ballare il mondo intero, non c’è vivente che non conosca brani come “It’s my life”, “Dum Dum Girl” o “Life’s What You Make It” per arrivare ai territori mistici e rarefatti di “Spirit of Eden” e “Laughing Stock”, fino al definitivo congedo solista di Mark Hollis. Frontman della band, mito anti-pop che ci ha insegnato a dare peso specifico al vuoto, costringendoci a scoprire che lo spazio tra le note può essere più eloquente del suono stesso.
In Italia, paese in cui la band è stata amata con una devozione quasi religiosa, anche dall’autore di questo articolo, esiste solo una puntuale monografia di OndaRock. Ma per chi vuole entrare nei segreti della trasformazione dei Talk Talk esiste un testo davvero notevole che si intitola “Mark Hollis: A Perfect Silence”, scritto dal giornalista inglese Ben Wardle. La nota dolente è che non sia stato ancora tradotto nel nostro paese, ma qualcuno forse ci sta pensando proprio in questo momento.
Wardle descrive la vita di Hollis come un “giardino recintato”. Un muro di privacy eretto e difeso con grande volontà, dietro il quale però si nascondeva un’umanità complessa e una disciplina ferrea. Il libro rivela quanto nella creazione e sviluppo della band sia stato decisivo il ruolo del fratello maggiore, Ed Hollis. Se Mark è stato il braccio armato di questa rivoluzione, Ed ne è stato la mente teorica, il detonatore culturale. Manager punk e agitatore sonoro, fu lui a nutrire il giovane Mark con nastri di jazz radicale, Bartók e Ornette Coleman. Senza quella preparazione a base di avanguardia e tensione morale ricevuta tra le mura domestiche, probabilmente non avremmo mai visto una band pop avere il coraggio di sfidare l’industria discografica cancellando la propria immagine e rinunciando ai ritornelli facili.
Il cuore del libro scava nel metodo di lavoro della band, metodo che potremmo definire esoterico senza correre il rischio di sbagliare. Wardle ci porta dentro i Wessex Studios durante la genesi di un disco epocale come “Spirit of Eden”. Mesi passati nell'oscurità quasi totale, con candele e incenso, per azzerare ogni distrazione visiva. Hollis cercava il “suono organico” rifiutando la perfezione fredda dei campionatori.
Il libro descrive sessioni infinite in cui venivano chiamate decine di musicisti jazz a improvvisare su frammenti armonici. Insieme al produttore Tim Friese-Greene Mark selezionava successivamente e con una pazienza monacale e maniacale soltanto pochi secondi di “errore controllato” o di vibrazione pura. In questo modo il gruppo ha saputo trasformare lo studio di registrazione in uno strumento vivo, inventando il linguaggio che oggi chiamiamo post-rock, in cui il silenzio va oltre l’assenza della musica, diventandone la sua struttura portante.
Uno dei pregi del lavoro di Wardle, che brilla particolarmente nella recente edizione tascabile pubblicata da Rocket 88 Books, è la capacità di restituirci un Hollis meno spigoloso, meno schivo. Grazie alle testimonianze di Nigel Reeve della EMI, scopriamo che il ritiro dalle scene non fu un atto di misantropia, ma una scelta di pienezza vitale.
Reeve racconta serate passate tra calcio e pinte di birra all’Elephant & Castle restituendo l’immagine di un genio che ha semplicemente smesso di incidere perché aveva esaurito le sue necessità comunicative, preferendo la normalità della vita familiare al rumore fastidioso del music-biz.
L’opera di Wardle, che nell’edizione più recente è stata arricchita dai nuovi contributi dell’autore, include ora prefazioni e dettagli inediti, è un esempio di artigianato editoriale d’altissimo livello, tipico di una casa editrice come Rocket 88, specializzata in titoli per veri cultori. Il volume, che ricordiamo è disponibile attualmente soltanto in lingua inglese, è reperibile sul sito dell’editore (www.rocket88books.com) o attraverso principali store online. Su Amazon Italia cercate l’edizione Paperback (ISBN 9781915156167) per assicurarvi che sia la versione più completa di questa storia straordinaria. Perché, come ci ha insegnato Mark, prima di rompere il silenzio bisogna assicurarsi che ne valga davvero la pena
Mark Hollis: A Perfect Silence”, Editore: Rocket 88 Lingua: Inglese Lunghezza stampa: 382 pagine ISBN-10: 1915156165 ISBN-13: 978-1915156167 Dimensioni: 15.6 x 3 x 23.4 cm
Articolo del
07/05/2026 -
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