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In un panorama musicale sempre più orientato alla ricerca di identità riconoscibili, Camilla Pandozzi si sta ritagliando uno spazio grazie a una scrittura sincera e a una proposta artistica capace di muoversi con naturalezza tra pop contemporaneo, atmosfere elettroniche e sensibilità cantautorale. Un percorso che non si lascia ingabbiare dalle etichette e che trova nella libertà espressiva il suo elemento distintivo e che dopo aver condiviso il proprio cammino con artisti del calibro di Nomadi, BigMama, Clara e Serena Brancale, conferma anche dal vivo una crescita costante. Camilla torna con il nuovo singolo ’Bambolina’, un brano che racconta la forza degli attimi vissuti senza riserve e la bellezza delle emozioni più autentiche. Per Extra Music Magazine l'ha incontrata Alessandra Izzo per parlare del nuovo progetto, dell'importanza del palco, delle influenze che hanno contribuito alla sua formazione artistica e del valore che oggi assumono autenticità, libertà e musica in un tempo in continuo cambiamento.
Nuovo singolo per la brava cantautrice Camilla Pandozzi. Come nasce “Bambolina”? “Bambolina” nasce da una notte, da quelle emozioni che arrivano all’improvviso e che si sa già che dureranno poco, ma che proprio per questo lasciano il segno. Racconta un amore vissuto senza promesse, senza maschere, con la voglia di vivere ogni secondo senza pensare a quello che succederà domani. È un brano che parla di libertà, desiderio e leggerezza, ma anche della paura di lasciarsi andare. Mi piace raccontare emozioni vere, perché credo che ognuno possa ritrovarsi in una storia diversa ascoltando la stessa canzone.
Sei in giro con un bel po’ di date in tutta Italia. cosa ti aspetti dal tuo pubblico e quanto sono importanti per te i live? Per me i live sono la parte più bella di questo lavoro. È lì che le canzoni smettono di essere solo mie e diventano di tutti. Ogni volta che salgo sul palco spero di vedere persone che cantano, che si emozionano, che si divertono e magari dimenticano per qualche minuto i loro problemi. Ho la fortuna di incontrare un pubblico che mi sta seguendo sempre di più e questa è la motivazione più grande per continuare a crescere. Sul palco mi sento davvero me stessa.
Sei molto giovane ma già vanti delle ottime collaborazioni. Chi è stata/o l’artista che più ti ha ispirata per il tuo lavoro? Ascolto tantissima musica e cerco sempre di prendere qualcosa da artisti diversi, senza voler assomigliare a nessuno. Amo chi riesce a trasformare le proprie fragilità in forza e a raccontarsi con sincerità. Più che ispirarmi a un solo artista, mi ispirano le persone che hanno il coraggio di essere autentiche. È quello che cerco di fare anch’io: costruire un’identità riconoscibile e raccontare la mia generazione con il mio linguaggio.
Faresti un concerto insieme a Bruce Springsteen o a Mick Jagger? Se potessi scegliere… tutti e due! Sono due leggende che hanno scritto la storia della musica in modi completamente diversi. Bruce Springsteen mi affascina per l’intensità con cui vive il palco e il rapporto incredibile con il pubblico. Mick Jagger, invece, rappresenta energia, carisma e libertà. Sarebbe un sogno condividere anche solo un minuto con artisti di questo livello.
Quanto conta la libertà per un’artista oggi nel 2026? Conta tutto. Oggi siamo in un’epoca in cui è facile seguire le mode o cercare di piacere a tutti. Io credo che la vera forza di un artista sia avere il coraggio di essere sé stesso, anche quando significa andare controcorrente. La libertà è poter scrivere quello che senti, scegliere il tuo percorso e crescere senza perdere la tua identità. Se perdi quella, perdi anche la parte più importante della tua musica.
Un messaggio di pace? Viviamo in un mondo che ha bisogno di ascoltare di più e giudicare di meno. La pace non è solo l’assenza della guerra: nasce dai piccoli gesti, dal rispetto, dall’empatia e dalla capacità di mettersi nei panni degli altri. Mi auguro che la mia generazione abbia il coraggio di costruire ponti invece di alzare muri. La musica, in fondo, è uno dei pochi linguaggi che riesce davvero a unire tutti, senza distinzione.
Articolo del
27/07/2026 -
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