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Westwards è un brano di 14 minuti e 41 secondi. Un viaggio sonoro e visivo che si sviluppa come un rito: lento, ipnotico, fuori formato. Primo singolo di Sebastian Brown, è accompagnato da un video realizzato dallo stesso artista che è, di fatto, un cortometraggio. È il primo capitolo di Windrose, album di debutto in uscita per l’etichetta Beautiful Losers il 26 giugno. Abbiamo parlato di tutto questo con Daniele Mattioni, l’artista che si cela dietro il suggestivo moniker
Chi è Daniele Mattioni? E chi è Sebastian Brown? Daniele Mattioni non so chi sia, Sebastian Brown è il gemello scomparso di Daniele Mattioni, quello che non ce l'ha fatta a nascere, ma che vive in me... ma devo ancora capire se è la "mia" parte di luce o la "mia" parte d'ombra... forse siamo un po' entrambi. È un bel casino, ma ne verrò a capo. Comunque, se devo pensare a chi è che scrive le canzoni, penso sia Sebastian
Hai registrato il tuo disco in una casa di legno nel bosco, da solo. Raccontaci come si è svolto il processo creativo… Tutto è partito da una sessione di chitarra in una vecchia soffitta, che poi sarebbe diventata Westwards, il brano di apertura. Da questa session di 20 minuti ne ho estrapolati 14:41, da lì ho costruito le melodie e il testo, scrivendo le parole che mi suscitava la musica. Quando mi sono trasferito in questa casetta nel bosco ho montato un home studio. Riascoltando Westwards, ho avuto l'idea di realizzare un concept che ruotasse attorno a questo modo di comporre. Ogni traccia ha come nome i punti cardinali, le direzioni della vita… che poi se ci pensi formano una croce, perché ognuno di noi porta una croce sulla schiena, chi più piccola chi più grande, e per trovare il nostro centro (Windrose) dobbiamo percorrere tutte le direzioni. È come una bilancia, che per trovare il baricentro deve oscillare in entrambi i lati e poi stabilizzarsi, capendo qual è il peso della sua anima. All'inizio la mia intenzione era realizzare una canzone unica, poi con Andrea di Beautiful Losers abbiamo deciso di separarle, come fossero ognuna un capitolo della vita La tua musica è un viaggio che spazia dal Blues al Grunge alla musica indiana: quali sono gli artisti che ti hanno ispirato? Credo che tutti noi siamo influenzati da tutto quello che abbiamo vissuto, non solo dalla musica, e spesso attingiamo dall'inconscio che, secondo me, attinge anche ad altre vite. Chissà, forse in un'altra vita sono stato un musicista a cui in questa mi sono ispirato. Posso dirvi che la musica che mi cambiò fu il Grunge, specialmente i Nirvana... le passioni di Kurt mi aprirono un mondo, dal Punk alla musica Underground al vecchio Blues. Imparai ad amare il Country e il Folk... il mio secondo grande amore. Devo dire però che i Beatles mi hanno dato più di tutti, alla fine. Secondo me, rimangono la più grande band del mondo. Donovan mi ha letteralmente rapito… tocca corde della mia anima che solo lui poteva toccare, tra l'altro sono riuscito anche a fargli ascoltare qualche mio brano. Mark Lanegan è un altro che mi ha squarciato il petto, come se mi avesse posseduto, secondo me la voce rock più fica di sempre. Quando ho scoperto Nick Drake sono rimasto male per quanto si meritava, e invece è arrivato a morire da sconosciuto. Oggi è uno di quelli che ascolto di più, la sua voce mi accarezza l'anima. Ho rivalutato il Progressive tardi, con i Mars Volta. Poi ho iniziato ad approfondire, scoprendo King Crimson, Gentle Giant, Le Orme, Genesis, Soft Machine e va beh... i Pink Floyd, anche se preferisco i primi con Syd. Mi ero dimenticato di David Bowie, che amo profondamente. L’album che amo di più è The Man Who Sold The World. Ma amo anche molta roba italiana, tipo molte cose di Battisti, Battiato, poi i Marlene Kuntz, i Fluxus, i Verdena e ad oggi la mia band preferita italiana sono gli AI!, con il punto esclamativo
Nei tuoi testi la dimensione personale (la scelta di vivere da outsider in mezzo ai lupi, come racconti in Eastwards) si mescola a visioni cosmiche e spiritualità universale. C'é un messaggio? In realtà Eastwards parla di una persona costretta ad abbandonare la società, per la sua falsa reputazione, la gente lo vedeva come un mostro solo per le dicerie di paese, quindi se ne va per rifugiarsi in natura fino a dimenticare chi era, ritrovandosi a vivere con i lupi, che in realtà lo accettano per ciò che è… così si inselvatichisce e perde la fiducia verso l'uomo. Però a un certo punto prova a ristabilire un contatto con gli esseri umani, così torna a trovare un suo vecchio amico che lo accoglie, ma con paura, perché lo vede come una sorta di lupo, però lo fa entrare, ma alla fine lo uccide, perché ormai lui è diventato ciò per cui la gente lo aveva allontanato dal paese. Comunque sicuramente io mi trovo meglio lontano dal rumore cittadino, nell'armonia che solo la natura può darti… del resto ci sono cresciuto ed ho sempre ricercato quegli spazi e quei silenzi che parlano più di ogni parola. Oggi lo bramo disperatamente, perché viviamo un tempo in cui tutto è caos, dove tutto è in collasso, anche il superfluo, finalmente... solo che trascina con sé tanta roba a cui siamo rimasti attaccati per troppo tempo. Sinceramente spero finisca tutto presto
Hai girato da solo un cortometraggio per il tuo primo singolo, un brano di quasi 15 minuti! Vediamo Gesù che scende dalla croce. Perché scende? Gesù scende dalla croce perché stanco di perpetrare questo dolore nell'umanità, cosciente ormai che non è servito a nulla… decide di scendere ed andarsene, dando fuoco alla croce che simboleggia la sofferenza umana. Se guardi bene, la Chiesa non vuole altro che sbatterti in faccia Cristo in croce, come se ti volesse dire "guarda che fine fai se provi a salvare il mondo, quindi non provare nemmeno a pensarci". E poi cosa ti fanno mangiare per fare la comunione? Il corpo di Cristo. In realtà sono dei Satanisti i Cattolici allora? E magari i Satanisti della chiesa di Anton LaVey sono più cristiani dei cattolici... Infatti se guardi il video il Cristo crocifisso all’inizio ha tatuaggi che richiamano quella roba lì, prima di essere poi purificato nella grotta, pronto a lasciare la terra dopo averla liberata dalla croce.
Pensi che la musica possa portare un cambiamento nel mondo? Ci hanno provato in tanti, e sono tutti morti. Però voglio credere che possa farcela, prima o poi. Intanto noi non dobbiamo smettere di crearla ed ascoltarla, quella vera però
Gestisci un locale in cui hanno suonato molti artisti italiani e internazionali. Pensi ci siano orecchie per la buona musica o è una battaglia persa? Tutto volge alla fine della musica vera, guarda cosa sta accadendo con l’AI. Credo che già da molti anni usassero questa tecnologia, chissà quante canzoni sono già state scritte così. Oggi viviamo in una confusione logorante. Non si sa più cosa è vero e cosa è falso, anche se uno con le orecchie affinate può sentirlo, ma ahimè, la gran parte no, quindi per loro non fa alcuna differenza se una canzone è stata scritta da un'anima piuttosto che da una macchina che elabora tutto quello che è già stato scritto e ti da un surrogato per compiacere i tuoi vizi culturali. Io ho aperto questo posto, il Bard House Gipsy Club, proprio per dare spazio alla musica vera e originale. C'é molta gente che, anche da molto lontano, ha orecchie buone e gambe volenterose per venire ad ascoltare un po' di musica in una dimensione così intima ed emotiva che lo stesso artista si innamora così tanto del posto che pagherebbe per tornare a suonarci… peccato che siamo così pochi da non riuscire a sopravviverci. Però sono contentissimo, ho passato alcune delle serate più belle della mia vita lì, sono venuti a suonare artisti che amavo da quando ero ragazzo. Addirittura è venuto uno dei miei cantautori preferiti (In Gowan Ring/Birch Book), ha deciso di venire dall'America solo per suonare da me, ed io ho suonato con lui, ha dormito nella casetta nel bosco, ha suonato con la mia chitarra, ha ascoltato la mia musica... insomma, solo due o tre anni prima non lo avrei mai immaginato che potesse accadere, ma la vita è magica, non dimentichiamocelo.
Hai scritto un concept, un disco da ascoltare dall'inizio alla fine. Ma se dovessi rivolgerti ad un ascoltatore distratto e cercare di fare breccia, con un solo brano, quale dei tuoi brani sceglieresti e perché? Impossibile sceglierne solo uno, e se dovessi farlo so che cambierebbe di giorno in giorno, però se uno ha proprio pochissimo tempo da dedicarci o perché ha l'attenzione ridotta ai minimi termini, può ascoltarsi i poco più di due minuti di Windrose, il pezzo centrale, che si rifà un po' di più alla mia dimensione sonora passata, quella più folk malinconica. Invece se riuscisse a dedicarci anche 5 minuti sicuramente consiglierei Eastwards, perché è la canzone che contiene tutte le dimensioni delle sonorità dell’album, con un minutaggio più accessibile
Raccontaci come hai lavorato con l'etichetta Beautiful Losers. Non dev'essere facile per chi è abituato a muoversi in autonomia trovare le persone giuste con cui collaborare... Con Andrea è stato amore a prima vista, poi anche dal vivo è stato confermato il tutto. Ci siamo visti due volte da lui per lavorare sul mix dei pezzi. Siamo come due fratelli, uno ha vissuto con la madre e uno con il padre, in due realtà diverse, in due vite diverse, ma con le stesse passioni e la stessa sensibilità artistica, quindi ci siamo trovati d'accordo su tutto e devo dire che Andrea ha solo migliorato i pezzi, anche con scelte creative, oltre che sul mix. So che questo è solo l'inizio di una lunga collaborazione
Articolo del
26/06/2026 -
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