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Gennaro Porcelli è uno dei chitarristi blues più autorevoli e riconoscibili della scena italiana. Musicista di lungo corso, è noto soprattutto per essere stato storico chitarrista di Edoardo Bennato, con cui ha collaborato stabilmente per oltre vent’anni, contribuendo in maniera decisiva al sound live e in studio di uno dei nomi più iconici del rock italiano. La sua formazione affonda le radici nel blues elettrico di matrice americana, con evidenti riferimenti a Chicago blues, Texas blues e rock blues, rielaborati però con un linguaggio personale, istintivo e mai calligrafico. Il suo stile chitarristico è diretto, essenziale, profondamente legato al groove e al dialogo con la band, qualità che lo hanno reso un musicista molto richiesto sia dal vivo sia in studio. Oltre all’esperienza con Bennato, Porcelli ha collaborato nel corso degli anni con numerosi artisti della scena blues, rock e cantautorale italiana, partecipando a tour, festival e produzioni discografiche. Parallelamente ha portato avanti un percorso personale come frontman e bandleader, pubblicando lavori a proprio nome in cui emerge una visione più intima e viscerale del blues, spesso contaminata da soul, rock e suggestioni roots. È anche molto attivo sul versante live, contesto in cui esprime al meglio la sua cifra espressiva: concerti improntati sull’impatto emotivo, sull’improvvisazione controllata e su un forte rapporto con il pubblico. Non a caso è considerato un riferimento per le nuove generazioni di chitarristi blues italiani. Negli ultimi anni Porcelli ha intensificato l’attività solista e progettuale, tra nuove pubblicazioni, concerti e collaborazioni, riaffermando il blues come linguaggio vivo, contemporaneo e ancora capace di raccontare il presente. Quando lo senti suonare fa battere il cuore e vai a capire se è veramente napoletano. Mah. Oh, sì certo che lo è, eccome. Nasce lì in quell'incanto di città la sua grande forza blues, la passione, la gioia, l'impegno, ma soprattutto il talento, immenso talento. Ed oggi nel mondo se lo contendono tutti, artisti italiani ed internazionali. Sentiamo cosa ci racconta. Gennaro sei considerato uno dei più bravi e talentuosi musicisti blues in circolazione. La tua passione per questa musica nasce a Napoli? Sì, la mia passione per il blues nasce a Napoli. Da ragazzino ascoltavo in radio Edoardo Bennato e Pino Daniele e poi c'era la AFN, stazione radio che trasmetteva rock e blues da Capodichino per i militari americani di istanza qui a Napoli. Così scoprii prima il blues in napoletano e poi quello in madrelingua e d’allora la musica non mi ha più abbandonato, avevo otto anni.
Chi è stato il tuo faro musicale? Ho avuto tante illuminazioni, ma sicuramente John Lee Hooker e Johnny Winter hanno avuto un forte impatto su di me. Ho avuto la fortuna di conoscere Johnny Winter e di collaborare con i suoi musicisti, questo era uno dei miei sogni nel cassetto.
Hai fatto e fai tour in giro per il mondo anche con artisti internazionali. C’è un musicista al quale sei più legato? Sono un musicista professionista da quando avevo 15 anni ed ho avuto la fortuna di collaborare con tanti artisti come: Keb Mo’, Louisiana Red, Billy Branch,Guy Davis ecc… Ma nel mio cuore ha un posto speciale Warren Haynes. Non ti nascondo che ho un altro sogno, quello di condividere il palco con Derek Trucks…. Cosa significa per te lavorare ancora con il grande Edoardo Bennato?. Per me il primo vero rocker italiano… Suonare con Edoardo è stato il primo sogno che si è avverato, visto che è stato lui a farmi innamorare del Blues e della chitarra. Dopo 21 anni al suo fianco continuo ad emozionarmi e ad imparare. Edoardo è un caro amico, un artista ineguagliabile, sempre rivolto verso il futuro.
A quale progetto stai lavorando? Il mio tour si chiama Me, you and the blues, come il mio ultimo album, in cui hanno partecipato diversi amici, tra cui Edoardo Bennato, Guy Davis, Mario Insenga, Vince Pàstano e Daniele Sepe. Un album a cui tengo molto e che racconta la mia vita negli ultimi 15 anni. Ad accompagnarmi in tour e in studio ci sono i miei cari amici Enrico Cecconi alla batteria, Renato Marcianò al basso e Paolo “ Pee Wee” Durante al piano e all’Hammond. Presto uscirà un album per la Sound Inside records con la grandissima Gretchen Rhodes, già cantante della Mick Fleetwood band e presto nascerà un progetto con Gerry McAvoy, bassista storico della leggenda Rory Gallagher ed il 31 Gennaio sarà mio special guest al Circolo ADMR di Chiari (BS). Quando ti potremo sentire di nuovo anche a Roma e sei in partenza per un nuovo tour? Spero di tornare presto, anche perché devo molto a questa città e al Big Mama, locale storico purtroppo chiuso da qualche anno, dove ho suonato tantissime volte, spesso insieme a grandi amici come Roberto Ciotti ed Alex Britti. Cosa ti piace dell’America del blues? Dell'America del blues mi piace tutto, dell'America che governa oggi mi piace poco… Quando hai “venduto” la tua anima al diavolo? La mia anima l’ho nutrita più che venduta ed ho cominciato a 10 anni, credo... Con tanto amore dedizione ho fatto la cosiddetta gavetta, soprattutto nel periodo in cui suonavo coni Blue Stuff del grande Mario Insenga, avevo 14 anni, li ho imparato tantissimo, soprattutto ad essere un musicista professionista.
Articolo del
12/01/2026 -
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