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Un grande nome tra gli addetti ai lavori della musica italiana è Luca Chiaravalli, direttore d’orchestra, produttore e arrangiatore per tanti artisti con una lunga e intensa carriera alle spalle. Solo per citare uno dei suoi successi recenti, ricordiamo il Premio Mia Martini per il singolo “Pazza” di Loredana Bertè, di cui Chiaravalli è stato autore, arrangiatore, produttore artistico e direttore d’orchestra nel 2024. Professionalità, simpatia, una bell’anima e tanta resilienza: d’altra parte uno che ha subito cinque operazioni a cuore aperto (e che sensibilizza anche tramite i social sulle malattie cardiovascolari) ha certamente compreso il valore della vita e come trasmetterlo attraverso le note di un pentagramma. Quest’anno Luca è tornato all’Ariston per dirigere l’orchestra del brano inedito “Ora e per sempre” di Raf che ha prodotto e arrangiato insieme allo stesso Raf e Luminita Lubrano. Chiaravalli dirigerà l’artista anche nella serata delle cover domani sera (venerdì 27 febbraio) nel brano “The Riddle” di Nik Kershaw nel duetto di Raf con ospiti The Kolors
Com’è stato lavorare insieme a Raf, dal punto di vista sia professionale che umano? “Lavorare con Raf è bellissimo perché lui è una persona molto preparata, quindi si lavora molto spediti perché sa cosa vuole, ma soprattutto è un’anima gentile quindi si crea sempre un bel clima disteso, è proprio una bella persona”.
E che emozione è stata tornare al Festival di Sanremo? “Sanremo? Ovviamente tornarci è sempre una gioia, poi ho avuto grandi soddisfazioni dai Sanremo passati, quindi è bello tornare qua, c’è sempre quell’emozione che è legata anche ai ricordi. Per il resto va tutto bene, si lavora tanto, si scrivono tante canzoni”.
Quali sono i ricordi più emozionanti che ti legano ai vari Festival che hai vissuto? “Beh, sicuramente i ricordi più belli per me sono il trittico di Carlo Conti: 2015, 2016, 2017. Nel 2015 ottenemmo il secondo posto con Nek con il brano “Fatti avanti amore” e facemmo anche la coverdi “Se telefonando”, che poi divenne una versione che suonano tutti ancora adesso, è stato un bel successo. Poi nell’anno dopo, il 2016, ho vinto con gli Stadio con il brano “Un giorno mi dirai” (che quell’anno vinse anche il Premio Lucio Dalla, il Premio Miglior arrangiamento e il Premio Giancarlo Bigazzi per la miglior musica).E nel 2017 un’altra vittoria con Francesco Gabbani e “Occidentali’s Karma”, ma anche il successo di Paola Turci. Insomma quei tre anni sono stati davvero speciali”
Parlando di televisione, com’è stato lavorare insieme a Nek nel programma “Dalla strada al palco” che ha messo in luce tanti bravissimo buskers, i cosiddetti “artisti di strada”? “L’esperienza di “Dalla strada al palco” (trasmissione in prima serata su Rai 2) con Nek è stata bellissima, ci siamo divertiti un sacco, c’erano tantissimi artisti molto particolari, unici, poi ovviamente oltre a occuparmi della parte musicale e dell’orchestra, nelle edizioni precedenti facevo anche delle piccole gag con Nek e ci siamo davvero divertiti un casino”
Articolo del
27/02/2026 -
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