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AA.VV.
Musiche Per Viaggiatori Distratti
2011
Banksville Records/Audioglobe
di
Marzia Picciano
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Non si sa mai cosa ne possa uscire da un ‘all stars tribute’. In realtà, le possibilità sono infinite; ma qui non è il caso di finire con il pensiero a canzoni di Natale come “Do They Know It’s Christmast Time” del carnevale – o meglio parata – del Band Aid (Chris Martin, Bono, Joss Stone etc, etc) che si dividono il microfono per il microfono per qualche minuto. Non si tratta nemmeno di un tributo. Quello che è alla base della compilation ”Musiche Per Viaggiatori Distratti” è la volontà di sostenere l’operato di una Onlus, ossia il Comitato ‘GiùleManidaiBambini’ ( impegnata nella lotta contro la somministrazione di psicofarmaci e simili a minori), e vede coinvolti brani storici e personalità impegnate dello scenario musicale italiano come Paolo Baltaro o Pier Michelatti (collaboratore di personalità come Fabrizio De Andrè, Fiorella Mannoia, Edoardo Bennato e Vasco Rossi ). Quello che ne esce è un più che gradevole se non valido lavoro di varie menti che si muovono nei più disparati campi d’azione musicale, che spaziano dal Jazz al Prog Rock – passando sotto l’arco trionfale della opening track, una corale interpretazione dello storico pezzo degli Who “The Kids Are Allright”. In 15 pezzi Pier Michelatti, Paolo Baltaro, Fabrizio Consoli, Emma Re e le voci alternative dell’argentino Gabriel Delta (davvero meritevole ”Time For Goodbyes”) e dei rock progressive Slivovitz (in aggiunta ai Società Anonima Decostruzionismi Organici, alias S.A.D.O.) potrebbero essere benissimo proiettati in una ordinaria giornata italiana, fatta di routine, piatti sporchi e certamente macchine (splendida in questo senso ”Green Tea At 5 A.M.” dei S.A.D.O., a cavallo tra jazz, sperimentalismo e accenni alla Calibro 35). Macchine. Perché in fondo, il titolo di questa raccolta è proprio questo: “Musiche per Viaggiatori Distratti”. E per non cadere nel solito clichè del viaggio, è giusto immaginare ogni pezzo come il possibile sottofondo di un tratto di strada, che sia un’autostrada od il vicolo di casa propria. E qui l’importante è ascoltare, dietro un volante, e davanti un tragitto.
Articolo del
12/03/2012 -
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