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Los Angeles, Ca. 22 Febbraio 2009, 81ª cerimonia di premiazione degli Academy Awards. Come si direbbe e si è appena detto qui in Italia, il mattatore della serata è l’uomo più sexy del 2008 (secondo il People Magazine), Hugh Jackman, impeccabile ed ironico, come da buona tradizione australiana per una presenza scenica al centro del prestigioso palco in stile ed intrattenimento. Ulteriore nota positiva della rituale cerimonia è il tentativo di svernare e movimentare la serata da parte dell’amministrazione artistica degli Academy, o almeno ci provano per dare un po’ di pepe alla poca suspense rimasta nell’attendere i vincitori praticamente annunciati di quest’anno. La performance musicale di Jackman ha rimpiazzato gli interminabili sproloqui iniziali con musica, la “contrattuale” battuta sulla coppia Jolie-Pitt ed un sacco di charm e savoir faire, aiutato dall’effettivo saper fare anche il presentatore in maniera eccellente. Ci vorranno ancora degli anni per disingessare l’intera cerimonia, ma apprezziamo il tentativo.
Vincitore assoluto della serata il film di Danny Boyle, Slumdog Millionaire, che vince in quasi tutte le categorie, per un ammontare di otto premi sulle dieci nomination con le quali dava battaglia al film di Fincher, incluso il più importante: Miglior Film dell’anno. A seguire, l’eccentrico regista inglese può vantare il premio alla regia, una dei sei o sette più importanti e ambiti, seguono l’Oscar alla sceneggiatura, cinematografia, editing e tutto il reparto sonoro e musicale, fatta eccezione per l’editing, che va al secondo Batman di Bale. Con tredici nomination, Il Curioso Caso di Benjamin Button porta a casa i premi delle tre categorie più ovvie: trucco, effetti speciali e direzione artistica, quasi d’obbligo vista l’incredibile particolarità e difficoltà di realizzazione dei cambiamenti di età di Pitt. Ma come ben dimostrato dalla schiacciante vittoria di Boyle, Fincher dovrà annotarsi per il futuro che sarebbe meglio non puntare solo sugli effetti speciali… ad effetto. I complimenti vanno al film campione della serata, con la speranza che vengano anche risolte le polemiche relative alle condizioni dei piccoli attori protagonisti.
A tredici mesi dalla morte e dopo il Golden Globe vinto il giorno dell’anniversario della sua morte, Heath Ledger diventa il secondo attore nella storia degli Academy Awards a vincere un Oscar postumo, per l’emozionantemente spaventosa interpretazione del Joker nel Cavaliere Oscuro; nel momento toccante è la famiglia a ricevere per lui il premio per conto della piccola Matilda. Kate Winslet conferma la vittoria del globo dorato per The Reader, aggiudicandosi il premio come miglior attrice protagonista. È la sua sesta nomination agli Academy Awards e la prima vincita, oltretutto contro un’attrice del calibro di Meryl Streep, Angelina Jolie e Anne Hathaway. Penn si aggiudica il premio per il miglio attore protagonista con l’eccellente performance in Milk di Gus Van Sant, mentre il film si era guadagnato l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale ad inizio serata.
Premio alla carriera e alla filantropia per il grande Jerry Lewis.
TUTTI I VINCITORI:
Miglior Film - Slumdog Millionaire Attore Protagonista – Sean Penn, Milk Attrice Protagonista - Kate Winslet, The Reader Attore Non Protagonista - Heath Ledger, Il Cavaliere Oscuro Attrice Non Protagonista - Penelope Cruz, Vicky Cristina Barcelona Miglior Regia - Slumdog Millionaire Migliore Sceneggiatura Originale - Milk Migliore Sceneggiatura Non Originale - Slumdog Millionnaire Achievement in Cinematografia - Slumdog Millionnaire Editing - Slumdog Millionaire Direzione Artistica - Il Curioso Caso di Benjamin Button Costumi - La Duchessa Trucco - Il Curioso Caso di Benjamin Button Musica Originale, Colonna Sonora - Slumdog Millionnaire Miglior Canzone Originale - Slumdog Millionaire Mixing del Suono - Slumdog Millionaire Editing del Suono - Il Cavaliere Oscuro Effetti Speciali - Il Curioso Caso di Benjamin Button Miglior Film Animato - WALL-E Miglior Film Straniero - Departures, di Yojiro Takita Miglior Documentario - Man on Wire, di James Marsh, Simon Chinn Miglior Documentario, cortometraggio – Smile Pinki, di Megan Mylan Cortometraggio di animazione – La maison en petits cubes, di Kunio Katô Cortometraggio - Spielzeugland, di Jochen Alexander Freydank
Articolo del
24/02/2009 -
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