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Ursula Meier
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Commedia - Psicologico, 100' - Svizzera, Francia, Belgio
2009
Box Productions, Archipel 35, Need Productions - Distribuzione: Teodora Film
di
Emanuele Olivieri
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Una famiglia vive felicemente in una casa sperduta nella campagna francese, ai margini di un’autostrada mai inaugurata. Tutto sembra essere perfetto in questo eden incontaminato dal caos e dal sovraffollamento cittadino. L’estate è vicina e la coppia, con i suoi tre figli, si prepara a passare la vacanze “tutti insieme appassionatamente” nella propria tranquillissima casa. All’improvviso però questo equilibrio si rompe: l’autostrada che per anni era stata abbandonata viene rimessa a nuovo in pochi giorni e aperta al traffico in vista del grande esodo estivo. L’evento sconvolge la quiete di questa famiglia che dovrà far fronte a varie difficoltà dovute alla circolazione sempre più frequente di auto di fronte alla sua abitazione.
Primo lungometraggio della regista Ursula Meier, in questo caso anche in veste di sceneggiatrice, Home è stato presentato nella passata edizione del Festival di Cannes nella rassegna La semaine de la critique. La storia, raccontata in maniera molto semplice ma efficace, inizialmente presenta situazioni comiche e surreali in cui i protagonisti cercano di vivere la loro quotidianità nonostante il passaggio dei molti veicoli a pochi metri dalla loro casa. Lentamente, però, il film sfocia in atmosfere horror inquietanti in cui affiorano ansie e nevrosi dei personaggi.
Il confronto col mondo esterno è alla base della vicenda, la causa scatenante della follia asociale dei protagonisti. Essi si sentono al sicuro solo se restano uniti in quel microcosmo, lontano dal rumore e dal disordine di una società moderna sempre in corsa. Una società che non sa né da dove viene né dove sta andando (come l’autostrada di cui non vediamo né l’inizio né la fine).
La pellicola pone, dunque, uno sguardo critico nei confronti della società di oggi che ci spinge sempre più verso un’ omologazione forzata e un conformismo che annulla le nostre singole individualità. Allo stesso tempo, però, sottolinea una difficoltà sempre crescente nel vivere all’interno della famiglia le dinamiche interpersonali. A questo proposito sono da notare la figura della madre (che pur di non trasferirsi in città lascerebbe andar via il resto della famiglia), e della figlia maggiore (che fugge di casa, percependo prima degli altri personaggi l’inevitabile fine che li attende). Nel finale infatti dovranno arrendersi e abbandonare il loro piccolo paradiso per lasciarsi assimilare dalla massa.
Articolo del
21/02/2009 -
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