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65 Mostra del Cinema di Venezia
SPECIALE VENEZIA 65 - Qualche sorpresa, poche certezze, bene gli italiani
di
Erica Bruni
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Dalla nostra inviata a Venezia
Dopo il pesciolino rosso di Miyazaki è stato presentato in concorso L’autre di Patrick Mario Bernard, noto non solo come regista di televisione, cinema e teatro ma anche per le sua attività nelle arti plastiche, firma il suo secondo lungometraggio insieme allo scenografo Pierre Trividic. Tratto dal romanzo L’occupation di Annie Ernaux, il film si inoltra nei tortuosi percorsi delle menti portate al crimine passionale. Grande l’interpretazione di Dominque Blanc, ma il film riceve un’accoglienza tiepida dalla critica.
Il tanto atteso film italiano di Marco Bechis riceve una calorosa accoglienza sia da pubblico che critica, forse il miglior film in concorso italiano per ora, anche se si attende l’arrivo di Pappi Corsicato con il suo Seme della discordia che vede ancora protagonista la bella Isabella Ferrari.
Grande accoglienza da pubblico e critica con più di dieci minuti di applauso in sala per il maestro del cinema etiope Haile Gerima, che con il suo Teza racconta le illusioni del cambiamento sociale di un medico tornato in patria ai tempi di Mengitsu. Protagonista Aron Arefe. Il suo primo film, Il raccolto dei 3000 anni, uno dei capolavori del cinema africano, venne presentato a Cannes nel 1976 e riproposto in versione restaurata dalla cinetica di Bologna. Di Teza, invece, il regista ha dichiarato: “L’idea di identità e di liberazione rappresenta forse per me e per la mia visone del cinema indipendente il vero obiettivo”. È molto probabile che questo film sarà un possibile premiato della Mostra.
Nella settimana della critica, come ogni anno si riempe la Sala per la presentazione del film italiano, che vede protagoniste quattro affascinanti signore ultraottantenni in Pranzo di Ferragosto di Gianni di Gregorio. Il film è stato prodotto da Matteo Garrone, presente al Lido insieme a Paolo Sorrentino per ricevere il premio Siae alla creatività della Mostra del cinema, nel salone tropicana del Grand hotel Excelsior.
A colmare il vuoto di quest’anno per la mancanza di grossi nomi hollywoodiani c’è in concorso Jonathan Demme con Rachel Getting Married: il film racconta di forti tensioni famigliari, con una sorprendente Anne Hathaway protagonista nel suo primo ruolo dark. È un quasi documentario su una famiglia allo sfascio e omaggio a Robert Altman e Arthur Penn. Vi compare anche Robert Corman, mentore e primo produttore di Demme.
Sbarca al lido anche Natalie Portman, che apre fuori concorso corto cortissimo con il suo Eve, che la vede al suo esordio alla regia, ma non convince pienamente la critica.
Una piacevole sorpresa del festival è stato il musical malese Sell out, che prende in giro le multinazionali con un spirito alla Monthy Python. Il regista l’ha girato proprio con i soldi di una multinazionale e pare che l’azienda non abbiano neanche letto la sceneggiatura. Purtroppo non ha ancora avuto un distributore italiano, speriamo che dopo il successo veneziano riesca ad arrivare in sala: lo meriterebbe.
Articolo del
04/09/2008 -
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