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Marcus Nispel
Non aprite quella porta
2003
Eagle Pictures
di
Manuela Cacciotto
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Se al rientro da una felice e divertente gita in Messico incontraste in una sperduta campagna americana una ragazza sola e visibilmente turbata che si avvia per chissà dove vi fermereste a offrirle il vostro aiuto? Cosa fareste se vi trovaste con la macchina piena di marijuana e il cadavere di uno sconosciuto? Una scelta del genere risulta un elemento indelebile e determinante nella vita dei cinque protagonisti (Jessica Biel, Jonathan Tucker, Eric Balfour, Andrei Bryniarski, Erica Leehrsen) di “Non aprite quella porta”, remake dell’omonimo film di Tobe Hooper, che si ritrovano intrappolati in una campagna da cui è difficile uscire vivi. La prima mezz’ora del film è ben fatta, ottimi i suoni e buona anche la scenografia che ci conduce da pianure sterminate a un mulino abbandonato, fino ad una catapecchia, puzzolente e inquietante, abitata da un vecchio paralitico. L’arrivo dello strano e cinico sceriffo e la comparsa improvvisa di un bimbo che sembra uscito da un incubo rendono l’atmosfera sempre più inquieta. La campagna circostante si fa scura e la casa si riempie di un terrificante quanto malefico mistero. La paura dell’ignoto e la certezza di uno spaventoso presentimento di pericolo sono negli occhi di ogni spettatore. Peccato però che il mistero venga svelato quasi subito e il resto del film si risolva per lo più in una fuga dall’oramai identificato mostro. Il timore dell’ignoto scompare per lasciare spazio al prevedibile. Non mancano dei brillanti colpi di scena che rimettono in moto i meccanismi di curiosità/timore dello spettatore ma che vengono oscurati dalla ripetitività di altre soluzioni (si vedano le infinite scene della motosega) Il ricorso a cruenti e impressionanti scene di sangue e scorticamenti fisici, il rifugio nel “patetico” (come nel ritrovamento del sognato anello di fidanzamento) colpiscono un pubblico sensibile ma non lo accontentano di certo. Generare la paura è facile ma è arduo mantenere la tensione. Sicuramente episodi inverosimili non vanno certo a suo favore. Nel finale il film si riprende proponendo nuovi brividi ma nel complesso il risultato non è comunque buono.
Articolo del
05/12/2003 -
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