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Il nuovo spettacolo di Pippo Delbono nasce a Catania durante la pandemia, quando la solitudine accresceva il bisogno di relazioni vere, la necessità di incontrarsi e la voglia di amare.
La situazione internazionale e le numerose manifestazioni di odio fra genti diverse, che sono sfociate in altrettante guerre, sono state poi l’occasione per una ulteriore riflessione ancora più amara, ma quanto mai necessaria sull’amore. Il progetto finale prende forma dall’incontro fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano Renzo Barsotti, molto attivo in Portogallo. Avevano voglia di realizzare insieme qualcosa che potesse riflettere l’anima profonda di quella nazione.
Pippo Delbono allora ha costruito il suo spettacolo teatrale intorno ai testi di Carlos Drummond de Andrade, poeta brasiliano dei primi del Novecento, e ha inserito nel copione momenti musicali diversi, riconducibili al “fado” portoghese. Melodie malinconiche, talvolta strazianti, che esplodono con la loro carica di “saudade” (nostalgia) che si appellano ad un “fado” (destino) avverso che ha tolto quanto di meglio l’essere umano possa sperare: un abbraccio, un bacio, una carezza affettuosa da parte di chi è oggetto del nostro “Amore”. Questo il titolo della sua nuova “pièce” teatrale dove gli attori della sua Compagnia si alternano al canto e alla danza, dove amore e dolore si rincorrono quotidianamente e danno forma ad un circuito vitale in cui gioia e sofferenza sono parte di un’unica inevitabile dimensione.
“Che altro può una creatura se non amare? Amare e dimenticare, amare e amar male? Amare ciò che il mare trascina alla spiaggia, ciò che interra, ciò che nella brezza marina è sale, esigenza d’amore, ansia pura? Amare l’inospitale, l’aspro, un vaso senza fiori, un suolo di ferro, un uccello rapace. Questo è il nostro destino: amare senza limiti. Amare la nostra carenza d’amore» (Carlos Drummond De Andrade). “Amore” è un viaggio musicale e lirico che - oltre al Portogallo - si estende in Angola e a Capo Verde. Sul palco compaiono donne a disagio con il loro corpo e mutilate nell’anima, creature fragili che sembrano totalmente indifese di fronte ai colpi che è in grado di infliggere la vita. Eppure l’Amore resiste, si sposta, si inceppa, ma poi riparte sempre, per la semplice ragione che è un ingranaggio di base dell’organismo umano. Abbiamo tutti paura dell’Amore, perché si coniuga spesso con il dolore, eppure lo cerchiamo, perché ne riconosciamo l’urgenza.
Oltre alle poesie di Carlos de Andrade vengono lette in scena, dallo stesso Pippo Delbono, che appare malfermo sulle gambe e non in buone condizioni di salute, alcune citazioni tratte da opere di Jacques Prévert, Eugénio De Andrade, Daniel Damásio Ascensão Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Rainer Maria Rilke e Florbela Espanca.
Articolo del
21/01/2026 -
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