|
Intro This Music May Contain Hope o This Music May Contain ART? Questo è il “dilemma” che si affronta dopo aver ascoltato il secondo album studio di Raye.
Pochi mesi fa, l’Italia ha conosciuto Raye attraverso il concerto che ha portato a Bologna, in cui ha presentato alcune canzoni di questo album: un vero e proprio show che ha oscillato tra momenti toccanti e comici, un tributo al teatro e a Broadway, ma anche di seduzione tra jazz, rap e pop; tutto questo in una sola serata. Già dal lancio di singoli come Where Is My Husband! e Click Clack Symphony, era evidente che questo album si sarebbe distinto dai precedenti. Eppure, il risultato finale ottenuto da Raye è stato del tutto imprevedibile.
Informazioni tecniche generali (Basi) Questo progetto, di cui Raye è producer e songwriter, si può ritenere di estrema cura musicale e ideologica, con collaborazioni e features che spaziano da personalità musicali leggendarie, ma anche familiari, come le due sorelle di Raye, Amma e Absolutely; 17 tracce e 73 minuti di pura magia. Se mentre nel suo primo progetto, My 21st Century Blues, abbiamo incontrato l’artista in una prima fase di sperimentazione, in questo album Raye ha voluto aumentare la qualità generale attraverso un approccio che trova il suo massimo splendore in quello che si può definire “maximalismo” musicale, ossia grandi orchestrazioni, un uso imponente di cori e ricerche di sound particolari in stili musicali che tra di loro sembrano all’apparenza non concepibili, ma che la cantante riesce perfettamente a mettere in conversazione: si passa dal pop alla house, ma anche al jazz, swing e funky, ma ancora classica e orchestrale, sempre nello stile variegato, ma comunque riconoscibile, che caratterizza l’artista. Le canzoni sono più lunghe rispetto allo standard odierno: in prodotti da 6 minuti, come succede con I Know You’re Hurting, l’artista riesce a distendere e sviluppare la potenza del testo, della base, e, in generale, dell’idea musicale; ma anche di cambiarla e stravolgerla, come succede in "The WhatsApp Shakespeare". Non posso non menzionare inoltre Fin, l’ultima canzone, in cui Raye ringrazia e nomina TUTTE le persone che hanno partecipato al progetto, un’azione che fa capire quanto l’artista tenga alla sua musica e alla gente che ci ruota attorno. Tanti sono stati gli elementi e le personalità innovative e riconoscibili da cui Raye ha preso ispirazione: dall’uso di un pezzo dell’Inverno di Antonio Vivaldi in "Winter Woman", ad un sound che ricorda molto quello di Amy Winehouse in canzoni come Happier Times Ahead, passando per la collaborazione in "Click Clack Symphony" con uno dei compositori cinematografici più ricercati del momento, Hans Zimmer; facendo questo, Raye è riuscita a portare la sua musica in una dimensione del tutto nuova, ma comunque senza dimenticare il suo passato.
Piccola recensione oggettiva sul sound e testi + recensione soggettiva sul sentimento L’album è coerente in tutti gli aspetti: contenuti, ordine delle canzoni e climax emotivo durante il “viaggio musicale”; ho voluto utilizzare appositamente questa espressione perché questo progetto può essere letto e ascoltato come una rappresentazione di due tipi di percorsi. Da una parte abbiamo quello temporale, l’uso delle quattro stagioni per dividere in settori l’album, dall’altro invece quello emotivo, i quali, dal mio punto di vista, si mescolano perfettamente: le stagioni rappresentano infatti lo stato d’animo dell’artista.
Si parte dall’Autunno, in cui una “Intro” drammatica e teatrale ci fa entrare musicalmente, mentalmente, ma anche immaginariamente, all’interno del progetto: capiamo che l’artista si trova in un momento di solitudine e sconforto; la differenza con lo scorso album è che qui la voglia di rialzarsi è presente, quasi in modo maniacale; ma più andiamo avanti con la stagione, capiamo che non stiamo migliorando, ma bensì stiamo cadendo in un vortice depressivo che culmina con l’Inverno. Siamo nel bel mezzo della tempesta: la canzone che più rimane in testa è “Winter Woman”, la sorella di “Escapism”; per chi ha capito e percepito in modo stretto quest’ultima canzone, allora sarà una botta sentimentale enorme.
In questa sezione si possono trovare i prodotti che a livello drammatico fanno restare senza parole: orchestrazioni imponenti, testi che fanno restringere il cuore e un’interpretazione molto sentita da parte della stessa Raye. Dopo questo ciclone, il sole inizia piano piano a farsi vedere attraverso la Primavera, il momento in cui l’artista inizia a camminare da sola, scontrandosi con i suoi fantasmi del passato, ma senza arrendersi mai; “Nightingale Lane” si può ritenere l’apogeo di questa sezione. Tutto questo viene poi risolto completamente nella parte finale dell’album, ossia l’Estate: con canzoni come “Joy e Where Is My Husband!”, Raye torna a mettersi in gioco, a scherzare, ma soprattutto ad esprimere il concetto che ha guidato in modo indiretto tutto il viaggio appena percorso: “Happier times are coming, don’t you give up, just hold on.”
Conclusione Raye ha appena provato al mondo intero di che pasta è fatta, di come un’artista sfruttata dall’industria discografica si sia rialzata dal nulla e abbia creato un capolavoro della musica odierna. Stiamo parlando di una cantautrice che se continua a sperimentare in questo modo può entrare a fare parte dell’Olimpo della musica: Raye sente la sua musica, la patisce, ci si scontra e la matura a suo modo; questo si può capire perfettamente dalla sua drammaticità e dalla sua sofferenza, ma anche dalla sua gioia e dal suo umorismo che mette all’interno delle sue opere.
Voglio lasciarvi con una frase di questo album che mi ha fatto molto riflettere, ma che mi sta completamente cambiando il modo di vedere il mondo, esattamente quello che lei vuole da questo album spettacolare. E forse veramente ha pure ragione a dire: The cold never lasts my darling, it just teaches the heart how to burn - Alis
ISCRIZIONE Grazie per essere arrivat* fino a qui! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro Track List 1. Intro: Girl Under The Grey Cloud 2. I Will Overcome 3. Beware.. The South London Love Boy 4. The Whatsapp Shakespeare 5. Winter Woman 6. Click Clack Symphony (feat. Hans Zimmer) 7. I Know You're Hurting 8. Life Boat 9. I Hate The Way You Look Today 10. Goodbye Henry (feat. Al Green) 11. Nightingale Lane 12. Skin & Bones 13. Where Is My Husband! 14. Fields (feat. Grandad Michael) 15. Joy (feat. Amma & Absolutely) 16. Happier Times Ahead 17. Fin
Articolo del
09/05/2026 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|