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Il recente concerto romano dei Tool ha scatenato nei forum specializzati i soliti alterchi da curva calcistica. Che sono sempre, quelli musicali, di stampo metallaro. Il peggiore. Anche meno opportuno di quello progressivo. Una spada di Damocle così opprimente che al confronto quella del cortigiano di Siracusa era inconsistente come la forza di una piuma. Ai Tool non viene contestata un'involuzione sonora al limite di un doppio salto carpiato in stato fetale ma la posizione on stage del loro leader Maynard Keenan. Il potente singer ha la colpa di esibirsi di spalle. Un affronto da autentico fellone! Pagare un biglietto comporta l'immediata e conseguente acquisizione di molti diritti. Alcuni sacrosanti altri irrimediabilmente figli del fomento da seguace. Il caso della schiena di Keenan appartiene alla sezione pago e dunque esigo. Che non può valere nel campo dell'arte. Almeno se riteniamo che la musica sia arte (e lo è perDIO!). Discorsi provenienti da chi ha ancora tanti lustri da percorrere nel campo. Da ragazzi brufolosi nati a pane e Iron Maiden, poi evoluti con i Metallica e quindi folgorati sulla via di Damasco dalle iperboli funamboliche made in Medrano dei Dream Theater. E' la strada lastricata di pippe che quasi ogni imberbe appassionato ha dovuto calpestare prima di redimersi e magari evolversi NATURALMENTE. Ma non per tutti è così. Chi non guarda oltre. Chi non accetta o non ammette che la terra gira rimane ottuso. Apriamo un attimo il vocabolario e cerchiamo la parola OTTUSO: "duro, tardo, che difficilmente penetra. Sciocco, ignorante". Il prototipo dell'ascoltatore ovattato vuole infatti rimanere DURO tutta la vita. Spaccarsi il fegato di birra all'acqua sporca di fusto, ruttare in compagnia, brandire le corna come il saluto d'amore iuesei e agitare la testa in senso rotatorio per ore e ore. In questo stato che porta al coma vigile è dunque impossibile riuscire poi a penetrare. Riguardo l'ignoranza potremmo scrivere libri. Tutto già visto. Chi, infatti, non ha fatto almeno una di quelle cose durante la sua adolescenza alzi la mano. Non vedo nessuna manina fare ciao ciao. Perchè ci siamo passati tutti. Il problema che anche musicalmente, poi, bisogna allargare gli orizzonti. Perchè il miglior bassista del mondo non può essere sempre e solo Steve Harris (ve lo dice uno che per cinque anni ha spulciato referendum di "genere"), perchè la tecnica non è tutto, perchè la storia parte da molto tempo prima e non si può ignorare, perchè uno che suona veloce come un pendolino non significa che sia il migliore, perchè esistono altri 290mila generi musicali oltre a quello a cui appartengono i Judas, gli Iron e i Purple, perchè UDO non spacca, perchè i Dream Theater sono oggettivamente una grande rottura di coglioni, perchè la musica è anche passione, istinto, immediatezza, improvvisazione, cuore, perchè non saper suonare a volte è meglio che saper suonare e scassare la minchia... perchè non ci si può fermare all'adolescenza sonora. Perchè il mondo e la musica sono andati e continuano ad andare avanti. E anche perchè, se si vuol parlare di storia, la storia deve essere studiata. Se volete che il vostro cantante preferito, che adorate maniacalmente come un fratello o come un amico del cuore, scenda dal palco correndo festante verso di voi... beh non avete capito un emerito cazzo. Il vostro habitat è allora quello del locale sfigato dove si fa karaoke. Lì potrete esibire la maglietta XXL dei Cadaverious, quella dello storico concerto degli ottuagenari dipparpol, discutere se sia meglio il quarto album dei Comatorium piuttosto del quinto dei Rotting Chul, portarvi la birra da casa inguattata nella patta e masturbarvi guardando le gambe retate di una dark di passaggio. A proposito. Prima di sporcare tutto, però, prendete il vocabolario e cercate la parola DARK. Hai visto mai...
Vostro "Light Your Fire" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
26/06/2006 -
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