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Coldplay
Era una bufala la notizia dello scioglimento dei Coldplay
17/02/2006
di
Morrisensei <
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In questi giorni difficile dire cosa renda più felice l'esistenza. Forse la pioggia ad intermittenza che appanna i sensi e gli automobilisti. Oppure la notizia arrivata all'improvviso di un'agognata fine (momentanea) dei Coldplay. Segno chiarissimo di come le idee (inizialmente già scarse) si siano dissolte nell'arco di una manciata d'anni depressi. Per fortuna faccia slavata Martin ha dichiarato che la sua band ha forse raggiunto il punto di rottura dei coglioni. W l'onestà. La cosa preoccupante in questi casi, non è tanto subire l'ascesa commerciale del gruppo più famoso, quanto quella di doversi sorbire da qui all'eternità tutta quella serie di scarsi epigoni sopraggiunti sulla scia dei nostri amatissimi Coldplay. Ma vi rendete conto quanta distanza ci sia da una band simile con quello che ascoltavamo appena 15 anni fa? Un abisso. Una lunghezza siderale. Un giro del mondo. Una volta celeste. La gioia che ci pervade all'arrivo di queste ultim'ore è una gioia provinciale. Ebbene si. Siamo ridotti così. Come il gol della bandiera segnato sul 10 a 0 dall'Honduras all'Ungheria. Incontenibile soddisfazione. Se non avete tempo di attendere sulla riva del fiume il passaggio dei cadaveri... beh allora lasciatevi trasportare da notizie come quella del possibile split dei Coldplay. Ogni tanto però qualche amico ci viene in appoggio (vedi dichiarazioni di Paul Weller) ma non basta. Perchè vorremmo vedere Bono ritirarsi dietro il bancone di una polleria, Sting vendere il Borghetti allo stadio (in curva), i Deep Purple rinchiusi nell'ospedale psichiatrico del "Corridoio Della Paura", Ozzy Osbourne finalmente in una bara, Bob Geldof spacciare miccette fuori le scuole, Santana inculato da una gang di ispanici: quelli veri non i suoi amici tamarri, Steven Tyler al museo delle cere, i Nickleback presi a mazzate da un'orda di hooligans dell'hockey ghiaccio ed i Dream Theater tornare all'asilo. La speranza è l'ultima a morire. E noi non abbiamo fretta.
Vostro "Napoleon" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
16/02/2006 -
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