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Phil Collins
Le "reunion" prossime venture di Genesis, Cars, Bauhaus e Take That
25/11/2005
di
Morrisensei <
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Le reunion sono deleterie quanto un litro d'acido muriatico inalato di prima mattina. Prima o poi ci cascano tutti. I più crumiri e sciacalli passano sopra anche a defezioni sopraggiunte per cause naturali (o quasi). Insomma la notizia di questi ultimi giorni, a parte i matrimoni della Aguilera e di Elton John e le prime foto del mostriciattolo partorito dalla Spears, vertono sulla possibile reunion dei Genesis, su quella ufficializzata con una conferenza stampa di ciò che resta dell'obesità dei Take That e su quelle che si concretizzeranno nel 2006 vedi ad esempio Bauhaus e The Cars. E' l'ultima spiaggia prima del rosso in banca, la flebo a rosso in banca toccato, defcon 1 con dentiera accessoria, vampe di nostalgia per l'unica cosa buona che si è fatta nella vita e dalla quale non ci si vuole più staccare. Per molti è la tomba artistica. Ma non per tutti. Ci siamo chiesti inorriditi con quale coraggio siano stati messi in giro negli ultimi anno i nomi gloriosi di T-Rex, The Doors, Queen, Thin Lizzy, Sex Pistols... monchi degli uomini chiave che ne hanno determinato il leggendario successo. Poco più che tribute band, poco più che operazioni di infima coverizzazione. I gruppi legati a tripla mandata, ad uno o al massimo a due personalità di spicco, rimangono nella memoria come libri aperti. Alzi la mano chi ha creduto che Rob Halford potesse intraprendere una carriera solista di rilievo (ma ve lo ricordate con le piume di struzzo a nome Two?), alzi un piede chi credeva che il soporavvalutato Bruce Dickinson potesse completarsi al di fuori dei Maiden, alzi la voce chi crede alle separazioni delle boy band, delle girl band o ha chi ha creduto alla fine delle glorie anni '80. Il musicista, è vero, farà il musicista fino alla fine. Non si può impedire ad un artista di interrompere la propria voglia, passione, capacità di volersi emozionare... ma è pur vero che il 90% delle reunion sono solo occasioni per riaccendere quei riflettori spenti da tempo o accesi solo per pochi. Phil Collins, ormai sordo da un orecchio, è un demente. Come quelli che agognano quella o quell'altra riunione celebre sono per poter dire un giorno "io c'ero". Il riavvicinamento senile tra artisti è un po' come l'isola dei rognosi. Qualità poca. Dollari tanti.
Vostro "Xerox" Sensei
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
26/11/2005 -
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