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Patti Smith
Patti Smith da Celentano: "la libertà è non aver paura..."
4/11/2005
di
Emanuele Tamagnini
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Il giovedì sera è un giorno controverso. Pre-vigilia del weekend. Riflusso di stanchezza e qualche programma decente sul piccolo schermo. La cosa più bella degli MTV Music Awards (intorno la cornice di una sempre splendida Lisbona) ce la regalano i GORILLAZ. L'esibizione sotto forma di ologrammi in 3D è di quelle che lasciano il segno. Molto meno i premi alle varie Shakira, starlette R&B e nostrani Negramaro che dichiarano di aver vinto la concorrenza italica di "caposaldi" come Renga, Pausini e Negrita (hai capito!). Mentre il telefilm più bello dell'anno (The Shield) è iniziato da qualche minuto, il programma più noioso dell'anno (Rockpolitik) sta per calare il sipario non prima di aver accolto la più grande performer femminile vivente: PATTI SMITH. La quasi sessantenne artista di Chicago è arrivata in Italia per rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini e (giustamente) Ballandi & Co. non se la sono fatta scappare. E' quasi mezzanotte, quando, nella sua consueta giacca e camicia bianca entra in scena sulle note del classico "Because The Night". L'esibizione rigorosamente live è intensa seppur il brano sia arcinoto e certamente il meno "adatto" a rappresentare la sua leggenda. La poetessa americana è nervosa (come lei stessa ammetterà qualche minuto dopo), emozionata, restia ad alzare lo sgurado verso le telecamere. Prima che Adriano Celentano le si avvicini per un breve scambio di vedute, parte un filmato d'epoca del compianto Pasolini che parla degli oppressi. Talmente forte da commuovere. Così come le parole della Smith che ricordandolo dice "da lui ho imparato che i morti parlano e che dobbiamo saperli ascoltare. L'Africa ci parla e noi dobbiamo incontrarla. Mi ha insegnato anche ad amare Gesù Cristo, un rivoluzionario che ha abbracciato la causa dei poveri", sottolineando come non si arrivi a ciò utilizzando lo strumento Chiesa ma solo con la propria forza. Quando il padrone di casa le parla delle ultime elezioni regionali e su quale sia il rimedio per non far litigare la classe politica, fortunatamente il traduttore/auricolare ha smesso di funzionare. "Non mi importa se non ho capito nulla... la libertà è non aver paura...". A lei crediamo. A lei che si è vista portar via l'amico di una vita Robert Mapplethorpe (1989) che l'aveva fotografata fin dentro l'anima. A lei che si è vista mancare il grande pianista Richard Sohl (1990). A lei che ha perso nello stesso maledetto anno (1994) l'amato fratello Todd ed il marito Fred Smith per il quale aveva deciso di ritirarsi dalle scene nel 1980. A lei lasciata sola dalle guide spirituali che l'avevano aiutata a crescere: Allen Ginsberg e William S. Burroughs. La libertà è non aver paura. A lei. Patti Smith.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
04/11/2005 -
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