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E' stato rilasciato Boy George, l'ex leader dei Culture Club arrestato ieri per possesso di cocaina. Il cantante aveva chiamato il 911 per denunciare un furto nella sua casa intorno alle tre del mattino, come ha dichiarato il detective Kevin Czartoryski, portavoce della polizia. All'arrivo nell'appartamento di Manhattan del cantante, gli agenti hanno scoperto una piccola quantita' di cocaina vicino al computer. L'avvocato di Boy George ha negato che sia stata trovata della droga nell'appartamento. Il cantante e' stato rilasciato senza cauzione e rimane indagato per possesso criminale di quarto grado di sostanza illecita, a quanto pare piu' di 36 grammi di cocaina, come ha dichiarato Barbara Thompson, portavoce dell'ufficio del Procuratore del Distretto di Manhattan. L'udienza in tribunale e' stato fissato per il 19 dicembre.
La storia di Boiy Gorge è legata più agli eccessi estetici che alla musica visto che con i Culture Club, il gruppo con cui ha conosciuto il successo, ha scalato le classifiche con brani pop molto orecchiabili, ma la sua notorietà si è consolidata molto per l’eccentricità del personaggio e la sua presenza assidau nei gossip londinesi degli anni ottanta. George O'Dowd, questo il vero nome di Boy George, e' nato a Londra da una povera e numerosa famiglia di origini irlandesi. Espulso da scuola da ragazzino, ha iniziato una vita da vagabondo tra Londra e Birmingham facendo il commesso, il vetrinista, il modello, il costumista, il diisegnatore di moda. Esperienze che gli sono servite per mettere a punto il suo gusto estetico e la sua personalita': personaggio eccentrico, scandaloso androgino che richiama il Ziggy Stardust di David Bowie, ha per modello il cantante pop Marc Bolan quando viene notato da Malcolm McLaren, inventore dei Sex Pistols. All'inizio di carriera si fa chiamare Lieutenant Lush, canta in qualche coro poi, nel 1981, mette su una sua band, la Sex Gang Children, poi, con il bassista Mikey Craig, il chitarrista Roy Hay e il batterista Jon Moss forma i Culture Club. George diventa Boy George e accentua gli ambigui tratti uomo/donna con un curioso cappello e un trucco che lo contraddistingue in tutto il mondo.
Nel 1986 c’erano già state delle indiscrezioni sulla sua drammatica dipendenza dall'eroina quando un suo caro amico, il tastierista Michael Rudetski, viene trovato morto di overdose nel suo appartamento. Indiziato da Scotland Yard, braccato dai giornalisti, George non riesce a riprendersi e non ci riuscira' piu' malgrado i tanti tentativi e il ricordo che ancora resiste nei fan di tutto il mondo della favolosa avventura degli anni Ottanta.
Sempre nel 1986 viene arrestato per possesso di cannabis, entra ed esce da centri di riabilitazione, scopre il buddismo e l'house music, incide un disco solista che ha un buon successo, ''Everything I own'', compare in televisione per difendere i diritti degli omosessuali. Soprattutto riesce a riavere credito e denaro come apprezzato dj nei club inglesi. Meno bene va il tentativo, nel 1998, di riformare i Culture club e peggio ancora quello, recente, di allestire un musical autobiografico intitolato ''Taboo'', stroncato dai critici e smontato dopo soli tre mesi di repliche. ''Quando siamo arrivati al numero uno nella classifica con i Culture Club tutto e' cambiato -ha raccontato in un'intervista- tutti mi riconoscevano. Prima la gente rideva di me, la fama mi ha dato la possibilita' di essere oltraggioso. Poi, ancora una volta, tutto e' cambiato''.
Articolo del
08/10/2005 -
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