|
C’è molta attesa ed altrettanto scetticismo in vista della riunione dei Capi di Governo che sono stati chiamati a rispondere, dai palchi del Live 8, della volontà di annullare la povertà in Africa entro il 2015. E il risultato, in tal senso, non è affatto scontato.
Da mercoledi' 6 luglio a venerdi' 8 a Gleneagles in Scozia si svolgerà, come ogni anno accade dal 1975, il G8, ovvero il vertice politico dei paesi più potenti ed industrializzati del pianeta. Secondo gli opinionisti non sarà un G8 come gli altri 29 che lo hanno preceduto. Secondo la mia personale percezione potrebbe essere un G8 apparentemente diverso dagli altri ma sostanzialmente interlocutorio nelle conclusioni sostanziali visti i personaggi in questione e gli interessi in campo. Per sapere cosa avrà prodotto realmente questo conclave dei paesi più organizzati del nostro amato pianeta, si dovrà attendere qualche anno. Impossibile adesso entrare nei meandri della Real Politik, ma non facciamoci ingannare superficialmente dalle dichiarazioni finali dei grandi summit politici internazionali, la differenza (è un dato dimostrabile dal fallimento globale del Protocollo di Kyoto) la possono fare solo le azioni individuali dei Governi ed, in particolare, da quello che decide il Presidente degli Stati Uniti.
E allora a che cosa è servito il Live 8? Secondo me è stata una maniera intelligente di convogliare dal punto di vista mediatico le moltitudini diffidenti di occidentali che ancora non si riescono ad orientare nel marasma della globalizzazione, tirati per la giacchetta dalla tentazione di un turismo solidale con il terzo mondo e la rabbia di capire come sia possibile non arrivare in tempo in quei paesi africani dove ogni 30 secondi muore un essere umano per fame. I dieci concerti che nelle stesse ore hanno radunato milioni di persone in parti diverse del mondo, hanno sicuramente contribuito ad aumentare le pressioni sui leader di Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Canada, Russia e Giappone, che si riuniranno vicino ad Edimburgo avendo come non mai occhi puntati sui risultati del vertice. Anche nelle dichiarazioni di queste ultime ore, prevale la conferma, anche se con toni piu' cauti, degli impegni per l'Africa, e un certo ottimismo per le possibilita' di un accordo su una strategia comune per combattere i cambiamenti climatici.
In prima linea, anche perché l’organizzazione del Live 8 è partita ancora una volta da Londra, c’è la Gran Bretagna ''Ci vorra' piu' di un G8 per determinare il futuro a lungo termine dell'Africa'', ha dichiarato alla Bbc il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, sottolineando tuttavia i progressi fatti in particolare su due aspetti, il raddoppio degli aiuti ai paesi poveri e l'annullamento del 100% del debito, promesso ai 18 paesi piu' poveri del mondo, in maggioranza africani. L'Unione europea si e' impegnata a portare allo 0,7% del Pil gli aiuti allo sviluppo entro il 2015, contro lo 0,39% attuale. Vale a dire: 20 miliardi di euro in piu' ogni anno, dal 2010, che si aggiungerebbero ai 46 miliardi gia' mobilitati.
Ma una voce forte ed emozionata è arrivata anche dal palco di Roma. ''Non vogliamo i vostri soldi, vogliamo la vostra voce''. La grande arena del Circo Massimo, con circa 700 mila persone, ha tributato un grande sostegno all’iniziativa e quando sono saliti sul palco Luciano Liguabue, Jovanotti, Laura Pausini, Claudio Balgioni, Renato Zero e Antonello Venditti, Roma si è infiammata sprigionando una grande energia nel caldo torrido dell’estate capitolina.
Rimangono impressi nella mente alcuni momenti importanti di questo 2 luglio. Tutto il mondo si è fermato ad Hyde Park per l'apertura del concerto londinese: Paul McCartney e agli U2 con ''Stg. Peppers'' hanno impresso un marchio indelebile a questo Live 8.
Bob Geldof, contrariamente alle dichiarazioni dei giorni scorsi, soprende tutti salendo sul palco ed esibendosi. Visto in tv, Hyde Park e' in effetti un'altra cosa: sul palco salgono anche i Pink Floyd e perfino Bill Gates viene accolto come una star. Alle 20, lo spartiacque del concerto e' il discorso di Geldof sulla pressione da esercitare sul G8 che va in contemporanea sui maxischermi di tutte le piazze collegate. Geldof lancia un filmato straziante sui bambini africani denutriti che stentano a reggersi in piedi. Subito dopo sul palco di Hyde Park arriva Madonna, visibilmente commossa. La star chiede alla folla: ''Siete pronti a cambiare la storia?''.
A questo punto bisogna capitalizzare l' appello lanciato da Bob Geldof e ascoltato da milioni di persone in dieci citta' del mondo - da Roma a Parigi, da Tokio a Philadelphia passando per Mosca e Berlino. Molte star, anche controverse, della musica si sono strette attorno ai palchi del Live 8 per dire 'basta' allo sfruttamento dell' Africa e chiedere la definitiva cancellazione del debito ai potenti della Terra.
Adesso il mondo torna a girare con i suo ritmi consueti e se da una parte ci si interroga sulla necessità di cambiare il corso della economia globale dall’altra si muore senza pietà per la mancanza di acqua e cibo. Venti anni fa, il 13 luglio 1985, in occasione del Live Aid, ho assistito al primo raduno mondiale contro la povertà e la miseria nei paesi sottosviluppati. Da allora non ho contribuito materialmente in nessun modo ad invertire uno stato di cose che sembra peggiorare giorno dopo giorno, soprattutto in Africa. Adesso, con una certa franchezza, auspico che chi ha in mano il timone del vapore ci obblighi ad atti concreti per indirizzare parte delle nostre ricchezze verso quelle nazioni che silenziosamente muoiono, anche a rischio di rinunciare a qualche punto del nostro PIL, anche a rischio di ritardare una ripresa economica fittizia ed illusoria.
Articolo del
04/07/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|