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Fine dell’incubo per Michael Jackson. E’ arrivato alle 22,30 italiane il verdetto di innocenza su tutti i 10 capi d'accusa di molestie sessuali pedofile. La "pop star" ha fissato con gli occhi sbarrati il giudice che leggeva il verdetto, mentre a ogni lettura di "not guilty" (non colpevole) del verdetto i suoi ammiratori si producevano in urla di entusiasmo. Il cantante, 46 anni di eta', e' uscito da uomo libero dal tribunale, osannato da una piccola folla di ammiratori entusiasti. Una settimana, per oltre 30 ore complessive, e' durato il dibattito della giuria, la cui conclusione ha annientato il lavoro del collegio d'accusa e della parte civile, che avevano accusato Michael Jackson di una serie di pesanti delitti: di associazione per delinquere per sequestro di persona (capo d'accusa n. 1), di molestie pedofile (capi d'accusa n. 2, 3, 4 e 5), di tentate molestie pedofile (capo d'accusa n. 6), di somministrazione di alcolici a un minore per sedurlo (capi d'accusa n. 7, 8, 9 e 10).
Il processo risolto dai 12 giurati (otto donne e quattro uomini, tutti bianchi) e' durato quattro mesi, ed e' stato caratterizzato da toni aspri e da testimonianze scabrose: se fosse stato giudicato colpevole di tutti i 10 capi d'accusa, il cantante avrebbe potuto trascorrere quasi 20 anni in prigione. Il cantante, che ha strenuamente proclamato sempre la sua innocenza davanti a tutte le testimonianze a lui contrarie, ha ascoltato la lettura del verdetto tamponandosi gli occhi con un panno, ma senza dare mostra di altri segni di emozione. Ben diverso il comportamento entusiastico fino al delirio della moltitudine dei suoi ammiratori, che lui ha salutato con un bacio lanciato sulla punta delle dita nel partire frettolosamente con il lungo corteo di autovetture che lo aveva accompagnato fino al tribunale. Il cantante ha varcato da vincitore la soglia del tribunale, alzando le due mani strette l'una all'altra, ma il suo volto e' rimasto teso, serissimo.
I giurati hanno vagliato le deposizioni di 140 testimoni ed esaminato circa 600 elementi di prova. L'accusa ha puntato gran parte della sua impostazione sulle deposizioni dell'accusatore e presunta vittima di Jackson, oggi uno studente liceale quindicenne, il quale ha dichiarato sotto giuramento che il cantante lo molesto' almeno due volte, dopo averlo intrattenuto per lunghe nottate con bevande alcoliche, nella sua tenuta di Neverland. Le otto donne e i quattro uomini che componevano la giuria al processo contro Michail Jackson, prosciolto da 10 capi di imputazione per molestie contro un minore, hanno detto di aver studiato con attenzione le prove presentate e di essere convinti della loro decisione. "La giuria ha studiato compiutamente e meticolosamente le testimonianze e le prove presentate - recita il comunicato letto in aula dopo il verdetto. - Adeguandoci alle istruzioni della giuria, siamo giunti con convinzione al verdetto", che i giurati sperano diventi un punto fermo per il sistema giudiziario americano.
Il collegio di difesa aveva invece sostenuto che il ragazzo si era inventato l'accusa di molestie pedofile perche' subornato dalla madre, descritta come una donna avida e dedita alle estorsioni ai danni di persone famose. L'imputato non ha mai deposto come testimone a propria difesa, nel corso del processo. "Signor Jackson, la Sua cauzione e' rilasciata e Lei e' prosciolto": con queste parole del giudice Rodney Melville il processo si e' chiuso. Manifestazioni chiassose di gioia sono scoppiate anche nel collegio di difesa, mentre l'imputato assolto restava con espressione un po' tetra e impenetrabile, sempre con gli occhi nascosti dietro gli occhiali neri.
Articolo del
14/06/2005 -
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